Bolzano. Non ci si può entrare, adesso. Tanto vale uscire, allora, avrà pensato il Museo. E così, da oggi alle 17, sarà illuminato. Rosso, blu e ancora colori. Come dire: il Civico c'è. Nel senso che , nonostante il Covid, la memoria urbana resta un punto di riferimento. Certo, i problemi ci sono. Ad esempio: sono anni che si prova a riattivare un piano per finalmente dedicarlo alle esposizioni. Ma c'è di mezzo la scala anti incendio che non è ancora a norma e forse non lo sarà a lungo. C'è poi da inserire il tanto che sta fuoriuscendo a poco a poco dagli archivi e che è molto: da catalogare, riordinare e restaurare. Da aggiungere che non è solo colpa del Museo. Da anni, anzi, da decenni è pronto un progetto per ridisegnarlo. Ma il progetto è stato bloccato, non tanto perché costa, quanto per la ragione che non si sapeva ancora che fine avrebbe fatto l’istituzione.

Prima pareva dovesse essere solo rimodernata, poi è entrato in campo di disegno di farne una struttura in sinergia con il museo di Ötzi, mettendo in campo anche l'ipotesi di un sottopasso in via Cassa di Risparmio. Infine il progetto per una nuova casa della mummia pare possa ora coinvolgere anche il Museo stesso. Ma non si ancora se e quando. Insomma, un purgatorio senza fine. «Ma non ci si da per vinti e si è deciso di far sentire la presenza del Civico nel tessuto urbano anche ora, in questa pandemia» dicono in direzione.

Non solo per via delle luci ma anche per i nuovi contenuti che si prova a inserire nonostante i lavori sempre il corso. Certo, le luci conteranno. Perché il programma che riguarda il museo tocca nel profondo il rapporto di Bolzano con la sua storia e la sua cultura. Non si saranno infatti soltanto i colori a dare vita al cortile interno e, soprattutto, alla facciata, che acquisterà così una ventata di contemporaneità illuminotecnica. C'entrerà anche la musica. Sempre da oggi verranno diffuse note legate in qualche modo a Bolzano. Sia come ambiti che come esecutori. Con un concorso di idee e programmi, si sono mossi l'orchestra Haydn, il concorso Busoni, l'accademia Mahler, il Conservatorio rispolverando archivi, predisponendo esecuzioni e brani da diffondere nell'aria che hanno costruito le architravi del passato ( e del presente) musicale bolzanino.

Ci entreranno, in questi concerti che si spargeranno leggeri tra centro e città nuova, le esecuzioni di Arturo Benedetti Michelangeli, presenza immateriale oggi ma concretissima ieri, del nostro Monteverdi, e poi di Carlo Maria Giulini, altro bolzanino acquisito, e ancora Ludwig Thuille, Silvio Lazzari, Marco Pierobon, Martha Angerich, il canto di Gemma Bertagnolli. E poi la Streicherakademie, il Jazz Festival, che ha curato una playlist scelta tra i brani eseguiti a Bolzano in questi anni. Il progetto delle luci coinvolgerà da domani il Civico ma non solo. Ha già invaso la Casa della Pesa e si prepara a colorare anche le Semirurali.

Dentro una visione della città trasversale, che attraversa i suoi snodi centrali ma che è in grado di connettere anche i quartieri. È da oggi alle 17 che esploderà il Museo, con i suoi colori. Lo farà, come detto, all'esterno e pure nel suo cortile interno da cui si potrà accedere dalla via interna per godersi lo spettacolo di luci e suoni. Dal vicolo cieco l'installazione di luci e suoni sarà aperta al pubblico dalle 11 alle 12.30 e dalle 15 alle 19 con riproduzione di musiche a soggetto classici.

Alle 17.00, 18.00 e 19.00 ci sarà un lightshow della durata di 5 minuti, sulla facciata interna del Museo. Ma si estenderà, con musica, anche in piazza del Grano, davanti alla Casa della Pesa e pure alle Semirurali che, per una volta, vedranno colori mai visti in uno dei quadranti più storicamente identitari della città. Di mezzo, in tutto questo, oltre al Comune anche l'Azienda di soggiorno. P.CA.