BOLZANO. Nei reparti del San Maurizio torna l’incubo dello studio Pasdera. L’assessore alla sanità, Martha Stocker, spiega che Bolzano spende 8 milioni all’anno in più di quel che dovrebbe e che tutti gli altri ospedali dell’Alto Adige sforano di altri 5. Insomma 13 milioni di euro l’anno che la sanità potrebbe risparmiare visto che l’analisi costi-benefici risulta insoddisfacente. Non pochi denari sempre ricordando che la Stocker vuole tagliare - da qui al 2020 - 60 milioni di euro per far respirare un settore che ogni anno porta via 1 miliardo e 300 milioni di euro. Il segretario dell’Anaao - Claudio Volanti - difende l’ospedale centrale: «Non ci hanno mai fatto vedere i dati! In proporzione i veri sprechi sono in periferia».

Lo studio Pasdera. Secondo l’ultima analisi dei dati eseguita sui 7 ospedali provinciali con quelli di altre realtà risulta che l'Alto Adige spende all'anno addirittura 42 milioni in più di quel che dovrebbe (+15%): il costo effettivo è infatti di 317 milioni mentre il costo standard è di 274 milioni. L'indagine commissionata dall'assessorato all'esperto di economia sanitaria Alberto Pasdera - costata nel 2011 trentamila euro - spiega che ci costano di più anche i medici e gli infermieri. E costano parecchio di più tutte le Chirurgie. Virtuosa, al contrario, solo la spesa per i farmaci. Impossibile, da sempre, avere la distinta dei 7 ospedali. Ma sabato mattina la Stocker ha promesso al segretario Anaao, Volanti, i famigerati dati: «Sono certo che Bolzano, in proporzione, risparmia». Il dettaglio dello studio dice che il costo effettivo di tutti i medici ospedalieri dell'Alto Adige è di 92 milioni contro i 73 del costo standard: 19 milioni in più. Il costo effettivo degli infermieri è di 97 milioni contro un costo standard di 77: 20 milioni in più. Alti anche i costi per le Chirurgie che costano 45 milioni contro un costo standard di 39: 6 milioni in più.

L’appello dell’Ordine dei medici.

In una lettera che l’Ordine ha inviato a tutti gli iscritti si legge che «le dichiarazioni mancanti e poco chiare relative al riordino del territorio e degli ospedali hanno provocato un senso di insicurezza e disappunto tra i medici, una situazione che noi rappresentanti dell’Ordine abbiamo sempre palesato. Vorremmo continuare ad avere voce mantenendo anche in futuro il ruolo di interlocutore critico nelle relazioni con la politica sanitaria».

Cisl medici Alto Adige. Tra i diversi interventi di riequilibrio, Cisl medici Alto Adige, pensa, ad esempio, alla revisione dei Lea provinciali, alla compartecipazione ed a manovre correttive sugli acquisti prima che all'intervento sul personale medico. «A tal fine riteniamo necessario che ciascuna realtà, sia essa ospedaliera che territoriale conosca prima di tutto i costi effettivi dettagliati propri aziendali, cioè il valore di ogni singolo fattore produttivo (personale amministrativo, medico, sanitario, farmaci, presidi, ecc...), di ogni singola attività (laboratorio, radiologia, associazione medica di medicina generale,ecc...) sia in ambito ospedaliero che di medicina generale e, altrettanto necessario, per eliminare l'autoreferenzialità, confrontarli con la stessa unità di informazione, cioè con il benchmark».

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