BOLZANO. «Aldo, un italiano con corazòn de banano» titolava alcune settimane fa il Carribean Post, il quotidiano dell'isola di San Andrés in Colombia. Protagonista Aldo Riedmüller, 69 anni bolzanino, che da una decina d'anni assieme alla moglie Erna Wieser trascorre due mesi all'anno, da metà gennaio a metà marzo, sull'isola colombiana. Arrivato lì una decina d'anni fa si è innamorato di quel piccolo paradiso, fatto di palme, mare e musica di Bob Marley, ma non si è limitato a fare il turista, si è calato in una realtà dove grandi ricchezze e profonda miseria convivono. È così che ha deciso che anche lui, nel suo piccolo, avrebbe potuto far qualcosa.

Il risultato è che a San Andrés ogni anno aspettano il cavalier Aldo da Bolzano (abita in via Parma) che, dopo aver portato un’incubatrice dono della Provincia e una macchina per l’analisi del sangue, arriva con valige cariche di penne, matite, magliette delle squadre di calcio e palloni. Tutte cose che in Italia non riuscirebbero a strappare neppure un sorriso ad un bambino, mentre lì le scuole organizzano addirittura piccole cerimonie per la consegna del materiale; con le magliette delle squadre più famose Aldo organizza invece il Torneo italiano di calcio e la Champions League.

«Quest’anno - racconta - la scelta è caduta sulla scuola la Bombona, la più povera dell’isola di Providencia: cinque classi stipate in un capannone. Le maestre hanno convocato gli scolari in cortile e a tutti abbiamo dato penna e matita: ne avevo portate 200 assieme a 20 confezioni di colori offerti da Cassa di risparmio di Bolzano e Cassa Rurale di Romeno. I colori li abbiamo dati ai due ragazzi più bravi. Quelli rimasti serviranno a premiare i temi più belli».

Riedmüller ha lavorato una vita per la società dei telefoni che prima era Telve, poi Sip e Telecom, passando dall’installazione dei pali per i primi impianti ai modem nelle banche: la Colombia l’ha scoperta quando, nel Duemila, è andato in pensione.

A fargli conoscere il Paese sudamericano, patria dei narcos ma anche terra molto ospitale, Remo Minati, ex allenatore e oggi massimo esperto del calcio dilettantistico regionale (soprannominato L’Hombre) che ha giocato e vissuto a lungo in Colombia. Ad unirli, la passione per il calcio, visto che Riedmüller ha giocato nel Dalmata, nell’Appiano e nella Don Bosco: nell’ultima società è stato anche allenatore. «Oggi “sfrutto” le vecchie amicizie per raccogliere magliette, pantaloncini, palloni, divise per gli arbitri e coppe da portare nella “mia” isola: lì giocano su campi dove al posto dell’erba ci sono le buche, ma i ragazzini sono fortissimi sia atleticamente che tecnicamente. Ho promesso che nel 2017 si farà il Mundialito con quattro squadre: Italia, Germania, Spagna e Colombia». L’ultima Champions disputata a Sant Andrés, Aldo l’ha dedicata all’amico Cesare Zanella, titolare del ristorante Paulaner, scomparso ai primi di gennaio.

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