BOLZANO. «Bolzano è un piccolo paradiso». Lo dice proprio così, mescolando l’italiano allo spagnolo perché sciogliere una lingua nell’altra è prassi quotidiana per Teresa Lapresa, spagnola di 27 anni impegnata per un anno alla Caritas nel l’ambito del progetto “Erasmus Plus”. Facile tra idiomi latini, verrebbe da dire, ma Teresa è arrivata alle nostre latitudini sull’onda del tedesco in un percorso che è quello del servizio civile volontario. «Avendo studiato tedesco a scuola e ad Augsburg, mi hanno proposto la Caritas bolzanina». Il che non è banale perché Teresa è originaria di Logroño, Regiona La Rioja a un tiro di schioppo da Bilbao. Terra d i vino e buona gastronomia, ma non proprio zone dai frequenti contatti con la realtà altoatesina. «La fortuna ha voluto che qui cercassero qualcuno esperto di comunicazione con nozioni di tedesco. Io sono laureata in comunicazione audiovisiva e giornalismo: volevo un’esperienza di vita». Vitto, alloggio e 265 euro al mese: questi gli strumenti per provarci. «Bastano e avanzano, perché questi mesi mi stanno regalando contatti umani che sono un arricchimento continuo». Binario 7, Casa Freinademetz, Casa Margaret, Street Life, Young Caritas: dai problemi di dipendenza agli stranieri in cerca di inserimento, passando per i giovani all’uscita delle discoteche. C’è di tutto nel lavoro di una ragazza che non nasce professionista del sociale. «La curiosità fa parte dell’essere giornalisti o comunicatori e parlare con utenti, educatori e colleghi è una crescita costante. Mi fa sorridere come tutti si stupiscano di vedere una spagnola che parla meglio il tedesco dell’italiano». Il che non significa affatto che ignori la lingua di Dante. «L’ho imparata in questi mesi, tanto affascinante quanto irregolare. Per nulla comoda: si dice “comoda” anche in italiano no?». Non è facile, però, trovare uno spagnolo in Alto Adige. «Il nostro Paese attraversa una crisi spaventosa e sempre più giovani espatriano. Abbiamo il 50% di disoccupazione giovanile e il lavoro va cercato seguendo altre strade. La realtà altoatesina, al confronto, fa i conti con una crisi più gestibile. Molti dei progetti della Caritas o del welfare che voi avete la bravura di finanziare in Spagna non sono nemmeno immaginabili».

©RIPRODUZIONE RISERVATA