Gries

Alla caserma Vittorio Veneto è partito il cantiere

Trenta milioni di euro. Qui si trasferirà la Huber che a metà 2029 libererà l’area per il residenziale. Nella palazzina Menabrea la ristrutturazione prevede 112 posti letto in stanze da quattro o da due letti, una infermeria con otto posti letto, otto ambulatori medici e due aule didattiche. Nell'edificio polifunzionale troveranno posto mensa con cucina, pizzeria, sale tv e sale da gioco, più altri spazi per manifestazioni


Davide Pasquali


BOLZANO. Una notizia attesa da molti anni, finalmente un fatto tangibile, che dà speranze concrete. Non soltanto per l'esercito e i militari, bensì anche per l'intera città. Sono infatti iniziati i lavori di parziale demo-ricostruzione della caserma Vittorio Veneto a Gries: quasi trenta milioni di euro di investimento complessivo, termine dei lavori previsto circa per fine 2028; a metà del 2029, trasferiti qui i reparti militari oggi in viale Druso, si libererà definitivamente l'area della caserma Huber, che passerà di mano dalla Provincia al Comune.

E che si renderà finalmente disponibile per il residenziale; una valvola di sfogo importantissima, in una città assetata di case e che non vede significative aree edificabili libere e disponibili da molto tempo, quanto meno dopo l'ultima realizzazione importante, l'edificazione di Druso Est, dove però i primi inquilini avevano iniziato ad entrare diversi anni fa: i primi arrivarono infatti nell'ormai lontano 2018.Un progetto da 30 milioniCome precisano i tecnici provinciali, i lavori alla caserma Vittorio Veneto, nell'omonima via, saranno divisi in due lotti. Ora si è iniziato a predisporre il cantiere del primo, con la liberazione sul fronte strada degli ingressi e delle uscite che verranno utilizzati dai mezzi pesanti impiegati duranti i lavori.

La demolizione vera e propria della palazzina più a Est della caserma inizierà presumibilmente nel corso del mese di febbraio. I lavori complessivi prevedono la demolizione, nuova costruzione e ristrutturazione della zona orientale della caserma, per intendersi verso piazza Gries: palazzina Menabrea e palazzina polifunzionale, armeria, edificio magazzini, uffici, per un totale di ben 63 mila metri cubi. A nord dell'areale verranno inoltre realizzate opere di messa in sicurezza della parete rocciosa del Guncina, la cui base insiste proprio sul retro della caserma. Nella palazzina Menabrea la ristrutturazione prevede 112 posti letto in stanze da quattro o da due letti, una infermeria con otto posti letto e otto ambulatori medici, nonché due aule didattiche.

Nell'edificio polifunzionale troveranno invece posto mensa con cucina, pizzeria, sale tv e sale da gioco, più altri spazi per manifestazioni. La nuova armeria verrà realizzata al posto dell'attuale autorimessa. È prevista infine la realizzazione di una nuova costruzione con garage da sedici posti auto, uffici e diciassette magazzini. L'obiettivo dell'intera operazione: risanare la parte alloggiativa e logistica della caserma, rendendo al contempo possibile lo spostamento delle caserme Huber da viale Druso a Gries.

Il costo totale dell'opera sfiora i trenta milioni di euro. Si parte con palazzine Menabrea e polifunzionale, si proseguirà poi con armeria, magazzini e uffici. Ultimo lotto, vallo e reti paramassi per contenere i porfidi.Bolzano deve muoversi«Abbiamo già informato il Comune - precisa l'assessore provinciale al Patrimonio Christian Bianchi - in modo che si cominci a pensare a un piano per l'areale delle Huber. Ormai stiamo andando verso la liberazione dell'area, se il municipio avrà già le idee chiare si potrebbe pensare di prevedere un passaggio rapido dei terreni al Comune, come stiamo facendo ad Appiano con la Mercanti. Una bella opportunità, per la città». Bianchi ha incontrato sindaco e vice, illustrando loro cosa si stia facendo negli altri comuni.

L'obiettivo è liberare l'area per la metà del 2029. Sembra tanto tempo, ma è dopodomani. Da rimarcare anche il fatto che «il reparto trasmissioni della Vittorio Veneto rientra tra le caserme che l'esercito ha deciso di rafforzare, per garantire un futuro ai servizi della Difesa, razionalizzando al contempo le aree». In questo senso, vanno gli accordi fra Roma e Provincia, che ormai hanno raggiunto quota cinque. «Consegnati i lavori a San Candido, ora si parte alla Vittorio Veneto, poi ci sarà la sfida, importantissima, delle aree meranesi. A Bolzano si riqualificherà anche il Poligono di tiro di San Maurizio, pure entrato a far parte degli accordi».













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