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BOLZANO. Sostanze illegali ad alto dosaggio, tagliate male o dichiarate in modo errato. In particolare ketamina e cocaina. Decine di malori nelle ultime settimane in Alto Adige. E due sospette morti per overdose.
«Abbiamo lanciato un allarme – spiega Peter Koler del Forum Prevenzione – in cui invitiamo a prestare la massima attenzione. Lo facciamo ora, non a caso. Le segnalazioni sono aumentate e la preoccupazione tra i giovani si è alzata. Dove? Ovunque ci sia vita notturna. In alcuni eventi, in base al tipo di musica, si predilige una sostanza piuttosto che un'altra. L'unica buona notizia è che non ci sono indicazioni di fentanyl in circolazione nella nostra provincia».
Gli street worker, che per primi entrano in contatto con chi fa uso di droga, hanno elencato una serie di raccomandazioni: evitare il consumo di sostanze sconosciute e, se possibile, farle analizzare prima dell’uso. Prestare attenzione ai segnali del corpo e non mischiare sostanze diverse (inclusi alcol e farmaci).
Soprattutto, non consumare mai da soli: essere in compagnia può fare la differenza in caso di emergenza. «La raccomandazione principale – continua Koler – è sempre quella di evitare il consumo di sostanze. Ma chi non ascolta questo suggerimento, quantomeno segua le indicazioni degli esperti. Sono consigli che salvano la vita».
Le sostanze che stanno circolando, secondo alcuni operatori di strada, non sempre corrisponderebbero alla descrizione fornita al momento dell'acquisto e potrebbero contenere composti pericolosi o inattesi. In alcuni casi – è successo in città ma anche nei comuni limitrofi – alcuni consumatori hanno riportato effetti collaterali mai avuti prima.
Le droghe di strada
Oltre alle sostanze stupefacenti, si diffondono anche quelle chiamate “droghe di strada”. Si tratta di due farmaci che stanno dilagando in tutta Italia e anche in Alto Adige. Hanno un “vantaggio” considerato fondamentale dai consumatori e dagli spacciatori: costano poco.
Il prezzo, sul mercato, è in media di 2,5 euro a pasticca. E c’è chi ne assume anche una quarantina al giorno. Si tratta del Rivotril e di Lyrica, medicinali usati come droghe, spesso mischiati ad alcol.
Il Rivotril è un farmaco antiepilettico e contiene come principio attivo il clonazepam, una benzodiazepina. Il Lyrica è indicato per la gestione del dolore neuropatico, spesso utilizzato per trattare il dolore periferico, per esempio in pazienti diabetici o con herpes zoster. Entrambi i medicinali sono venduti solo dietro prescrizione medica e richiedono la presentazione di una ricetta.
Il convegno a Cappuccini
Il tema della droga è stato affrontato anche sabato 4 ottobre, a Parco Cappuccini, durante il convegno “Dialoghi oltre il disagio”, moderato dalla giornalista Elena Mancini.
Protagonisti gli operatori di StreetworkBZ, un progetto di educativa di strada gestito da Volontarius, River Equipe e La Strada-Der Weg. Si è parlato soprattutto di ragazzi e minori.
In un anno, in Alto Adige, la media è di 500 reati denunciati e compiuti da adolescenti tra i 14 e i 17 anni. Nel 2024 i casi sono stati meno di 400. I maschi restano nettamente in testa nella classifica delle violenze minorili: l’85% degli episodi li riguarda, contro un 12% al femminile.
Sono 314 i minori altoatesini seguiti dagli Uffici di servizio sociale per i minorenni (Ussm). «L'obiettivo – spiega la direttrice Katia Sartori – è accompagnarli in un percorso di evoluzione e valorizzare le loro competenze. Sono ragazzi che hanno mille risorse ma che magari non sono quelle richieste dal contesto scolastico. Spesso ci chiedono solamente di essere ascoltati».
Il percorso, che comprende progetti, lavori artistici e laboratori, incide direttamente sul procedimento penale. Per quasi cento minori altoatesini è stata disposta la messa alla prova: significa che il reato si estingue se il minore porta a termine il percorso rieducativo.
«Ragazzi con background migratorio? Non necessariamente. Nella città di Bolzano possiamo dire che sono la metà dei ragazzi che seguiamo. Nelle vallate notiamo una presenza maggiore di autoctoni. Ognuno ha la sua storia. E non si lascia indietro nessuno», conclude Katia Sartori.


