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MERANO. A meno di un mese dall'approvazione definitiva del bilancio 2012 di Terme Merano spa, la Provincia effettua un'altra corposa iniezione di denaro pubblico nella società della quale detiene il 99,8% del capitale sociale. Lunedì scorso la giunta provinciale ha stanziato due milione e mezzo di denaro fresco per iniziare ad abbattere i 25,5 milioni di mutuo acceso presso la Cassa di risparmio all'inizio degli anni Novanta per finanziare parte dei lavori della maxi ristrutturazione e in particolare per la costruzione del nuovo albergo termale.
Il prestito bancario, sottoscritto all'inizio per oltre il doppio del valore, quasi due anni fa era stato in buona parte ridimensionato grazie agli introiti derivanti dalla vendita dell'hotel Terme alla cordata di imprenditori locali guidata dalla famiglia Ebner. L'iniezione di denaro provinciale riduce di un decimo la somma complessiva dovuta alla banca e contribuirà nel bilancio del 2013 a ridimensionare proporzionalmente gli interessi che ogni anno le Terme pagano, costo che continua a pesare in maniera significativa sul bilancio della società.
Negli ultimi esercizi il risultato operativo dell'azienda guidata da Andreas Cappello è sempre stato positivo, ma le Terme hanno dovuto sempre scontare i costi di ammortamento (le spese di costruzione) e gli interessi bancari che hanno di fatto quasi annullato l'utile maturato durante l'anno di gestione. L'obiettivo ora è quello di arrivare entro al massimo dieci anni alla estinzione del mutuo bancario, in modo da eliminare il fardello che appesantisce l'attività termale e di wellness.
Le spese che nel 1999 erano state prospettate per la maxi ristrutturazione del centro termale, deciso all'indomani del passaggio della società e delle sue proprietà dallo Stato alla Provincia, ammontavano a quota 79,5 milioni di euro: 38 per rifare le Terme, 19 per il nuovo hotel, 14,5 per il garage interrato, 7,7 per l'interramento di via Terme. A conti fatti la Provincia ha invece dovuto sostenere costi quasi doppi. Le Terme sono costate 62 milioni di euro, altri 41 e mezzo sono stati spesi per l'albergo, 11,3 per il gagage da 520 posti auto, 9 milioni per il tunnel (pagati dal Comune di Merano) e 8,6 milioni per le perforazioni tra Maia Bassa e Sinigo alla ricerca dell'acqua calda termale. In tutto un'operazione da oltre 132 milioni di euro.
Dopo due anni di discussione, nel settembre del 2010 la società termale è stata trasformata in una "inhouse" provinciale, alla stregua di quanto in Comune di Merano è avvenuto per Meranarena e Azienda municipalizzata. In precedenza si era arrivati alla vendita dell'albergo, dopo che il Comune aveva provveduto a trasformare nel Puc l'area occupata dall'hotel in zona turistica e ad aumentare la cubatura disponibile di 17.900 metri cubi, consentendo così in futuro la sovraelevazione dell'albergo di almeno un piano.©RIPRODUZIONE RISERVATA


