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LAIVES. Incontro tra rappresentanti delle associazioni culturali di lingua italiana di Laives e gli assessori alla cultura Dino Gagliardini (per il Comune) e Christian Tommasini (per la Provincia). Da chiarire vi erano alcune questioni che stavano a cuore a varie associaizoni che utilizzano regolarmente le sale teatrali di Laives e quindi la necessità - da anni ribadita - di coordinare meglio i calendari con gli appuntamenti, anche perchè - ha spiegato l'assessore alla cultura del Comune di Laives, Dino Gagliardini - «in una fase come quella attuale, dove bisogna razionalizzare le risorse a disposizione, ognuno deve fare al meglio la propria parte».
Quanto all'utilizzo delle sale teatrali, da tempo qualche associzione contesta all'assessore alla cultura il fatto che per avere il Teatro Filodrammatici Gino Coseri di Laives si paga meno che per avere invece la sala di San Giacomo. In concreto, per la sala di Laives alle associazioni verrebbero chiesti dal Comune 80 euro circa a serata, mentre per la sala di San Giacomo si sale a quasi 200 euro. E sono spese - sottolineano i rappresentanti delle associazioni - che incidono sui già magri bilanci dei gruppi teatrali amatoriali.
«In effetti è così - ammette l'assessore Gagliardini - ma stiamo pensando di parificare il costo dal prossimo anno. I due teatri come capienza sono simili e se per il “Gino Coseri” si paga abbastanza poco rispetto alla media dei teatri di questo genere in provincia, per la sala di San Giacomo si paga un po' di più, anche se è sempre molto meno rispetto ai 6- 700 euro a sera di sale simili che ci sono a Bolzano. Vedremo di risolvere anche questa questione».
Quanto al coordinamento, è un leit motiv che si trascina da anni: un po' più organizzate sono in questo senso le associazioni di lingua tedesca, mentre quelle italiane, effettivamente, agiscono spesso senza accertarsi se anche altre hanno già prenotato spazi e sale e così si assiste talvolta a sovrapposizioni che non giovano a nessuno.
Anche in accenno al Festival, infine: Gagliardini ha detto che in futuro dovrà diventare «una vetrina, un’anteprima delle proposte culturali cittadine e Laives diventerà la “città delle passioni”».
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