BOLZANO. «Se una coppia, una famiglia si disgrega, si separa, occupa un alloggio Ipes, la persona alla quale viene assegnata da sentenza la casa coniugale, ed il non assegnatario toglie la residenza, può rivolgersi all’Ipes stessa e chiedere l’adeguamento del canone di locazione che normalmente diminuisce in quanto non vengono più presi in considerazione i redditi dell’ex coniuge o ex convivente». Lo afferma il direttore dell’Asdi, Elio Cirimbelli. Va solo indicato il contributo di mantenimento per i figli non ancora autonomi o autosufficienti se mantengono la residenza anagrafica in quella che era la casa coniugale.

«Tutto cambia purtroppo se una coppia o una famiglia si disgrega, si separa e occupa un alloggio Ipes che è stato assegnato in virtù di una legge per gli appartenenti al ceto medio. Il canone di locazione varia a secondo della grandezza dell’appartamento e si aggira di media sui 7 euro al metro in questi appartamenti vi possono rimanere per un massimo di dieci anni, poi li devono lasciare», ancora Cirimbelli.

Non esiste la possibilità per queste coppie, per queste famiglie, nel caso di separazione rivedere e ricalcolare il canone di locazione anche se il non assegnatario o non assegnataria in seguito a sentenza toglie la residenza.

«Forse l’Ipes potrebbe prendere in considerazione che se in una scala vi sono solo uno o due appartamenti di sua proprietà e magari uno di questi è assegnato al ceto medio, venga messo a riscatto. Con pragmatismo mi chiedo quanto sarà complicato dire a queste famiglie che sono li da dieci anni che devono lasciare l’alloggio. O nei casi sopracitati, gli alloggi assegnati al ceto medio, farli diventare alloggi sociali Ipes, chiude il direttore Asdi.