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MERANO. Non bastano più sessant'anni di età per poter entrare in uno degli alloggi protetti messi a disposizione dall'amministrazione comunale. Di anni ne serviranno almeno cinque in più. In questa direzione va la proposta di modifica del regolamento per l'assegnazione degli alloggi protetti, proposta che l'assessorato agli affari sociali la prossima settimana presenterà in commissione consiliare permanente.
Il provvedimento, in un certo senso, si potrebbe anche dire che fosse prevedibile, ma certo non mancherà di creare qualche malumore. Il discorso è, comunque, che vista la longevità delle persone e l'innalzamento dell'età per maturare il diritto ad andare in pensione, ormai la soglia dei sessant'anni è troppo bassa per inserirla tra i criteri da rispettare per far domanda di un alloggio per anziani. Questa, in buona sostanza, la tesi della maggioranza comunale che ha deciso di percorrere la strada dell’innalzamento dell’età.
Se la proposta, che sarà discussa la settimana prossima in commissione e che poi arriverà in consiglio comunale, sarà approvata, per poter accedere a un alloggio protetto sarà necessario aver compiuto almeno i 65 anni di età.
Per quanto riguarda le strutture, poi, è forse il caso, visto che si affronta l’argomento, di fare un po’ il quadro della situazione.
In questo senso il Comune e la Fondazione Pitsch attualmente mettono a disposizione per questa particolare categoria di persone tre strutture: Villa Maria a Maia Alta (dove, giusto ricordarlo, sono alloggiati gli ex ospiti di Villa Burgund, che è stata restituita alla famiglia Tirelli dopo un decennio di vertenze giudiziarie), Casa Melchiori in via Palade e gli appartamenti all'ex Hotel Seisenegg, gestiti dalla Fondazione Pitsch nel quartiere Steinach.
Ma ci sono anche dei movimenti in corso, in questo ambito. Il Comune infatti nei mesi scorsi ha deciso di affidare all'impresa Madison la costruzione di un nuovo fabbricato, nell'ex area gas, dove poi saranno trasferiti, una volta ultimato, gli attuali ospiti di Villa Maria e di Casa Melchiori, edifici sui quali il Comune paga ogni anno decine di migliaia di euro di affitto o di usufrutto. E dunque, così si limiteranno consistenti spese.
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