ALPE DI SIUSI. «Cari ospiti, molti di voi sanno che saremo in espansione nel prossimo futuro. Originariamente l'opera era prevista per l'estate 2016. Siccome il tempo era troppo breve, abbiamo rinviato l' inizio dei lavori alla primavera 2017 e la nuova apertura a dicembre 2017, cioè nell’estate 2016 avremo aperto regolarmente. Speriamo di vederci al più presto!!!»

È il post pubblicato nel pomeriggio di ieri sul profilo Facebook del rifugio Zallinger, storica capanna dell’Alpe di Siusi, in posizione idilliaca, sui secolari prati da sfalcio in alta quota, con magnifica vista sul Sassopiatto e sulle Odle. Lo si vorrebbe ampliare e trasformare in resort di alto livello.

Si profilano lungaggini burocratiche, quindi si rinvia l’inizio dei lavori? Può anche darsi, perché il mondo dell’imprenditoria pretenderebbe sempre di viaggiare a velocità superiore a quella degli uffici pubblici che devono valutare i progetti. Però c’è anche dell’altro: in consiglio provinciale c’è chi sta osteggiando, apertamente e con ostinazione, la demoricostruzione dello storico rifugio. Sono in Verdi, ai quali proprio ora è arrivata la risposta ad una interrogazione riguardo ai lavori all’Alpe, presentata il 16 novembre scorso.

Il sito è molto delicato dal punto di vista ambientale e paesaggistico, scrive all’assessore Richard Theiner il verde Riccardo Dello Sbarba, cofirmatario della interrogazione assieme a Hans Heiss e Brigitte Foppa. E non si sa bene cosa intendano realizzare i proprietari e non ci sono notizie precise riguardo allo stato dell’iter di approvazione dell’intervento.

Il progetto, risponde ai Verdi l’assessore Theiner, è stato presentato lo scorso 3 novembre presso l’ufficio tutela paesaggio della Provincia. Attualmente, il rifugio Zallinger è un esercizio alberghiero con 29 posti letto, costituito da più edifici: albergo con ristorante, fienile e magazzino. Il progetto presentato prima al Comune di Castelrotto e poi in Provincia prevede l’ampliamento dell’attuale superficie del ristorante, la demolizione e ricostruzione del fienile e del magazzino, nonché la realizzazione di tre nuovi edifici, in legno, destinati ad alloggio degli ospiti. L’attuale volumetria è di 4.104,80 metri cubi e dovrebbe passare a 5.349,63 metri cubi. Fatti i calcoli, che l’assessore non si è preso la briga di fare, si tratta di 1.244,83 metri cubi in più. Si prevedono anche sbancamenti per circa 2.200 metri cubi. Si realizzeranno però, spiega Theiner, solo manufatti in legno e opere in muratura. La piccola chiesa ottocentesca nei pressi del rifugio, posta sotto tutela, non verrà toccata. Si pensa ad un nuovo parcheggio in zona Saltria, di cui si è già parlato nel corso di un sopralluogo effettuato dal sindaco assieme a tutti gli esercenti della zona. Il progetto è stato accompagnato dai tecnici provinciali già in fase di studio di fattibilità. Ma i Verdi si domandano: potrebbe essere incompatibile, questo impattante progetto, con il sito prescelto, visto che si prevede di ampliare la cubatura del 30,32%? La Provincia risponde: è possibile ingrandire gli edifici esistenti al massimo del 25%, in maniera da preservare l’insieme paesaggistico e architettonico attuale. I nuovi edifici saranno da realizzare di un ordine di grandezza compatibile all’esistente. I dintorni della chiesetta dovranno essere mantenuti. Una risposta, quella di Theiner, che non soddisfa i Verdi.

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