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BOLZANO. Dal magnete da appiccicare sul frigo al boccale di ceramica, dalla penna all’adesivo, dalla felpa alla maglietta col logo. Si sono dimenticati solamente il tappetino per il mouse, perché per il resto si sono inventati proprio di tutto. Sono gli oltre trenta gadget ufficiali per l’adunata nazionale degli alpini, prodotti per l’occasione da una azienda torinese, nota perché detiene l’esclusiva per Juventus, Torino, Milan e Inter. Verranno venduti dalle quasi duecento bancarelle disposte lungo le vie laterali della sfilata. E attenzione: solo e soltanto questi sono i gadget ufficiali, realizzati da chi ha pagato le relative (e piuttosto costose) royalties all’Ana, l’Associazione nazionale alpini. Tradotto per chi non avesse capito: per vendere qualsiasi oggetto con impresso sopra il logo ufficiale dell’adunata di Bolzano 2012, bisognava prima chiedere il permesso. Ormai, è troppo tardi.
Il catalogo. C’è da non crederci, ma hanno pensato a tutto. E come ad ogni adunata, venderanno tutto. Decine di migliaia di pezzi, comprati non soltanto dalle penne nere, ma anche da parenti, turisti e bolzanini.
Un elenco può sembrare noioso, ma stavolta occorre tutto. Si sono realizzati oltre trenta differenti gadget, ossia: distintivo in metallo smaltato, portachiavi in metallo smaltato, portachiavi con piastrina smaltata e cappello da alpino in metallo antichizzato, boccale da birra in acciaio, portachiavi del tipo a collare, magnete da appiccicare alla porta del frigo con il logo, magnete con riprodotto il manifesto dell’adunata, fermacarte in metallo, tazza “mug” in ceramica, boccale da birra in ceramica, penna a sfera, adesivo, t-shirt in versione adulto e bambino con il logo ufficiale ma pure con riprodotto il manifesto ufficiale, polo in cotone con stemma tricolore e logo dell’adunata, felpa verde militare da uomo e donna con la scritta “Italia”, la data di fondazione degli alpini (1872, nel 2012 fanno 140 anni) e il logo dell’adunata bolzanina, nonché varie altre felpe e magliette di svariati colori e fogge.
E non è finita qui. Ci sono da aggiungere anche la giacca a vento impermeabile, il gilet a cinque tasche tipo pescatore, lo zainetto da trekking, il cappellino da baseball con visiera, il marsupio multitasche, il grembiule da grigliata, il foulard, il piatto in ceramica, il gagliardetto, il mini-crest e il crest intero (ovviamente, in legno).
Attenzione ai furbetti. Siamo in Italia e qualcuno di certo ci proverà. Anzi, a dirla tutta, qualcuno ci ha già provato nei giorni scorsi, rischiando una sequela impressionante di sanzioni amministrative, richieste di risarcimento danni eccetera.
Perché, anche se in buona fede, si erano auto-prodotte alcune centinaia di magliette col logo, da rivendere in un esercizio pubblico durante i tre giorni dell’adunata. Il logotipo però, quello con impresso il cappello da alpino disegnato in nero su campo bianco, con accanto la scritta “85-esima” e sotto la dicitura “Adunata Nazionale Alpini Bolzano 2012”, è un marchio commerciale registrato, ufficiale, di proprietà del comitato organizzatore dell’adunata. Chi vuole usarlo, riproducendolo sui gadget, deve chiedere l’autorizzazione e pagare i relativi diritti.
O meglio: doveva richiedere il permesso, ché ormai manca troppo poco tempo e il comitato ha già detto stop. Dunque, gli sponsor ufficiali tipo la cantina vini San Paolo o la birra Forst, hanno presentato richiesta, pagato i diritti, rispettato il disciplinare di utilizzo. Per tutti gli altri, niente logo ufficiale.
La scappatoia. Ovviamente, liberi di produrre e vendere gadget alpini generici. Col cappello da alpino e la penna nera. Con la scritta “alpini”. O “Italia”. O entrambe. L’importante è che non ci sia il logo ufficiale.
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