BOLZANO. Venticinque anni di solidarietà e beneficenza e un amore grande per la Tanzania: grazie agli Alpini in congedo del gruppo Ana Bolzano Centro tanto è stato fatto in Africa, nella regione di Njombe. Alpini lo si è sempre, per tutta la vita. E aiutare il prossimo è qualcosa che le penne nere hanno nel «dna». Lo si legge negli occhi di Claudio Maccagnan, capogruppo degli alpini Bolzano Centro, che venticinque anni fa prese parte al primo viaggio in Africa. Nel tempo il gruppo ha raccolto migliaia di euro. «Non saprei di preciso quanto abbiamo spedito ai nostri ragazzi - racconta emozionato Maccagnan -. So che abbiamo fatto tanto e siamo fieri del risultato. Ma non ci fermiamo». Il gruppo, più di due decenni fa, decise di “adottare” la comunità di Kipengere in Tanzania, sostenendo un progetto dopo l’altro per la missione di Baba Camillo (il missionario originario della val di Non, che da sempre vive in Africa per aiutare i più deboli e gli orfani). In occasione del 25esimo anniversario è previsto un nuovo viaggio il 14 marzo.

I progetti. Maccagnan cerca di fare ordine tra i documenti. «Il primo progetto: abbiamo fondato una cooperativa per falegnami a Igosi e ristrutturato cinque scuole elementari a Igosi, Moronga, Ivigo, Mwilamba e Mdasi. Poi, abbiamo costruito dal nulla gli asili nido di Mafinga e Imalilo». Il capogruppo degli alpini è un fiume in piena: «Abbiamo costruito anche le case per gli insegnanti delle scuole. Abbiamo abbracciato questo progetto, visto che i docenti affrontavano quotidianamente viaggi lunghissimi per arrivare in classe. L’anno seguente abbiamo deciso di ampliare la scuola di economia domestica per le ragazze di Kipengere. E nella stessa zona abbiamo costruito la nuova scuola di informatica».

Ma il progetto più importante è stato portato a termine l’anno scorso. Insieme agli alpini di Ramon di Loria (provincia di Treviso), il gruppo bolzanino ha raccolto 49 mila euro (37 mila a Bolzano e 12 mila a Treviso) per la costruzione di un acquedotto. «Oggi, grazie a noi, agli amici veneti e all’imprenditore Renato Monegato, quattromila persone hanno 14 fontane a disposizione e ogni giorno possono usare acqua pulita per lavarsi e cucinare - racconta fiero Maccagnan -. Per noi, che abbiamo acqua potabile che esce dal rubinetto, è impossibile capire l’importanza di un progetto simile. Ci sono stati giorni, durante i lavori, dove ottocento abitanti del luogo erano in fila a scavare per permettere di posizionare i tubi. Incredibile».

In futuro. Ma il gruppo Bolzano Centro non si ferma e ha già avviato una serie di progetti per il 2014. «Tra qualche settimana partirò per la Tanzania per dare il via alla ristrutturazione totale dell’edificio che ospiterà il nuovo centro giovanile San Pio X, nei pressi della missione di Kipengere. Si tratta di un punto di ritrovo per i ragazzi del posto. Non solo: verranno posizionati dei pannelli fotovoltaici sulle strutture pubbliche del villaggio di Ibaga. Si tratta di un asilo nido e del dispensario della comunità. Per noi è essenziale che le persone del posto diano una mano. Noi mettiamo insieme i soldi grazie a mercatini dell’usato, a manifestazioni varie e serate a tema. Loro devono prendersi l’impegno di portare avanti i progetti e svolgere il lavoro. È essenziale, perché così imparano un mestiere e capiscono che hanno delle potenzialità e si sentono utili. Mi ricordo di quando abbiamo costruito la foresteria per la missione di Dakawa, nella savana dei Masai. Abbiamo subito spiegato che non vogliamo cambiare il loro modo di essere, le loro tradizioni. Sono stati momenti particolari e importanti. Continueremo ad aiutarli. Due volte l’anno una nostra delegazione raggiunge la Tanzania per due settimane. Io c’ero al primo viaggio e parteciperò anche al prossimo. Noi alpini ci saremo sempre».

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