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BOLZANO. Un paio di giorni fa era in cima alla Marmolada. Ieri, approfittando di una giornata che si annunciava all’insegna del sole, era partito presto da Sesto Pusteria per un’altra gita di scialpinismo in compagnia di un amico. Meta: l’Antelao, seconda cima delle Dolomiti e simbolo del Cadore con i suoi 3.264 metri. Andreas Mair, 46 anni, maestro di sci e di snowboard oltre che guida escursionistica e membro del soccorso alpino di Sesto Pusteria, è morto nella tarda mattinata, quando mancavano ormai pochi metri dalla cima.
L’incidente, in base alla ricostruzione effettuata dal soccorso alpino, a circa 3.100 metri di quota: i due amici stavano salendo con ramponi e piccozza (gli sci li avevano sullo zaino)lungo la via normale e si trovavano ormai nel tratto finale, in cresta, quando Mair, che era dietro il compagno, ha perso l'appoggio ed ha iniziato a scivolare, per 5-600 metri, finendo nel Canale Oppel, in Val d’Oten.
L’amico non l’ha più visto. Ha cercato di dare immediatamente l’allarme, ma in quella zona i cellulari non hanno copertura.
Ha dovuto così raggiungere la cima e da lì, verso le 12.30, è riuscito a chiamare il 118, che ha inviato l'elicottero del Suem di Pieve di Cadore. Individuato il corpo alla base del canalone, a circa 2.500 metri di altitudine, l'eliambulanza ha sbarcato tecnico di elisoccorso, infermiere e medico, che non ha potuto fare altro che constatare il decesso.
Per il pericolo di continue scariche di neve e sassi, il personale sanitario è stato subito riportato a valle e sono stati imbarcati due soccorritori della stazione di Pieve di Cadore, per aiutare a completare le operazioni: la salma è stata recuperata con un verricello.
L'elicottero ha recuperato anche l'amico, sceso autonomamente fino a Forcella Piccola sopra San Vito di Cadore.
Per i familiari e i tanti amici un’unica, piccola consolazione: Andreas è morto nell’ambiente che più amava, la montagna, facendo la cosa che più gli piaceva, lo scialpinismo.
«La passione per la montagna ce l’aveva nel sangue - ricorda Herbert Summerer, direttore della scuola di sci e alpinismo di Sesto Pusteria -: era ancora un ragazzino quando andava a dare una mano al rifugio Tre Cime di Lavaredo, sopra Sesto. Poi da adulto ha ampliato gli orizzonti, scalando anche grandi montagne come l’Ama Dablam (6.812) e l’Himlung Himal (7.126)in Nepal». Ha saputo trasformare la sua passione in lavoro: in inverno insegnava a sciare, in estate accompagnava i turisti nelle escursioni. Approfittava della primavera per andare a fare scialpinismo. (a.m)


