Bolzano. Una tragica caduta sul ghiacciaio del Monte Bianco è costata la vita a Loredana Degregori, alpinista di 41 anni di Mezzolombardo. La disgrazia è accaduta attorno a mezzogiorno e mezzo, sull’Aiguille des Entreves, sul versante francese del massiccio. Loredana e la sua compagna di cordata, un’amica alpinista di San Carlo Canavese, dopo essere salite a 3.466 metri con lo Skyway dal versante italiano, avevano smarrito l’itinerario e stavano cercando di scendere dal ghiacciaio quando un ancoraggio ha ceduto e l’alpinista trentina è precipitata per circa 40 metri, finendo in fondo a un crepaccio. La morte è stata istantanea. Sul posto è intervenuto il Peloton d'haute montagna di Chamonix, ma purtroppo non c’era più nulla da fare per Loredana Degregori: i soccorritori hanno recuperato il corpo e l'hanno trasportato a valle. La dinamica dell'incidente è stata ricostruita grazie alla testimonianza della scalatrice rimasta illesa, rimasta sotto choc per la disgrazia che è accaduta sotto i suoi occhi. Secondo le prime ricostruzioni, basate sulla testimonianza della compagna di cordata, sarebbe stato un chiodo a cedere facendo precipitare l’alpinista nel crepaccio. Una disgrazia incredibile per un’alpinista esperta come lei, ma che purtroppo fa parte degli imprevisti per chi frequenta l’alta montagna. La notizia ha impiegato qualche ora per raggiungere la nostra regione, ma in serata a Mezzolombardo tutti avevano saputo della disgrazia. Loredana era un’insegnante di educazione tecnica. Ma soprattutto, era una giovane piena di voglia di fare. Fin da ragazza frequentava la banda di Mezzolombardo, dove suonava il flauto, assieme al padre Marco, trombonista. Quando il padre si era ritirato dalla banda, c’era bisogno di un trombonista e lei si prestò a passare dal flauto al trombone (un passaggio tutt’altro che facile e scontato), perché questo era ciò che serviva alla banda in quel momento. Aveva perso la madre da molti anni a causa di una malattia degenerativa che l’aveva costretta a casa, e Loredana assieme al padre Marco se ne era presa cura fino all’ultimo. «Si è sempre spesa per gli altri - racconta Marianna Malfatti sua amica da sempre -, era una ragazza di poche parole ma molto disponibile per la comunità, e impegnatissima. Nonostante il lavoro la costringesse a spostamenti anche importanti, rubandole ulteriore tempo, era da sempre nella banda, ma anche nel coro parrocchiale, e nella Sat, di cui era entrata a fare parte del direttivo. Una persona buona, generosa e impegnata. Anche nel lavoro metteva molto del suo, riusciva a sviluppare un rapporto eccezionale con i ragazzi, ci sapeva fare».

Giorgio Roncador, presidente della Sat di Mezzolombardo, è rimasto molto colpito dalla scomparsa di Loredana. «Ho sperato fino all’ultimo che non fosse lei l’alpinista morta sul Monte Bianco, poi purtroppo è arrivata la conferma. Loredana era nel direttivo da parecchi anni, aveva la qualifica di “cassiera” ma era qualcosa di più per noi. Sempre presente alle nostre escursioni e a tutte le attività. La ricordo come una persona molto riservata, ma molto brava e capace, innamorata della montagna. Viveva per la montagna, per la banda e per la Sat. Era impossibile non volerle bene. Come alpinista era molto esperta, aveva già molte ascese impegnative alle spalle».