BOLZANO. Cinquanta anni compiuti - lo scorso anno - e non sentirli. La Pimpa resta ferma ai suoi cinque, curiosa come sempre, pronta a parlare con il mondo intero e a trasformarlo in racconto. Ed è proprio questo piccolo, grande miracolo dell'immaginazione che arriva al Teatro Cristallo di Bolzano con due appuntamenti dedicati a Francesco Tullio Altan: un incontro ravvicinato con l'autore (oggi, venerdì 10 aprile, alle 18) e uno spettacolo per bambini che porta in scena la sua creatura più celebre (sabato 11 aprile alle 16.30). Due momenti diversi, un unico filo rosso ( anzi a pois): quello di un personaggio che ha attraversato generazioni senza perdere leggerezza né profondità.
Il mondo della Pimpa

Tutto comincia con un gesto semplice: una bambina, un foglio, un padre che disegna. In pochi tratti nasce la Pimpa, destinata a uscire nel 1975 sul Corriere dei Piccoli e a non fermarsi più. Da allora, oltre mille storie, tante serie animate (la prima già nel 1982) e un universo narrativo diventato familiare a tutti i bambini. Perché la Pimpa non è solo un personaggio: è un mondo. Un mondo in cui una cagnolina bianca a pois rossi -- orecchie lunghe, occhi spalancati e lingua sempre un po' fuori -- vive in una casa di campagna con Armando, figura paterna paziente e ironica, e dialoga con tutto ciò che la circonda. Oggetti, animali, elementi naturali: tutto è vivo, tutto è interlocutore. Un universo abitato da amici indimenticabili -- dalla gatta Rosita al pulcino Colombino, dalla farfalla Paloma al coniglio Coniglietto -- e attraversato da viaggi impossibili che diventano quotidiani: voli in aeroplano fino in Africa, razzi verso la luna, barche dirette in Australia.
La fantasia, qui, non è evasione ma metodo. Un mondo che continua a funzionare perché si regge su una logica elementare e potentissima: quella dello sguardo infantile capace di trasformare la realtà in racconto. «Credo che sia importante, anche se onestamente non so come si fa. Forse è merito della Pimpa, che è quella che detta le regole, nel suo mondo», ha raccontato Altan all'Alto Adige. È lei, insomma, a guidare la mano del suo autore. Se c'è una chiave per capire la Pimpa, è nella sua attitudine a incontrare l'altro. Senza diffidenza, senza gerarchie.

Curiosità e generosità

«La Pimpa è generosa perché è curiosa: vuol conoscere gli altri, parla con tutti e accetta tutti. Credo che sia una buona maniera di vivere nel mondo». Una filosofia semplice, che si riflette anche nei piccoli dettagli quotidiani: la Pimpa non ama gli spinaci ma adora il gelato e il latte, gioca, disegna, esplora esattamente come una bambina. E ogni sera torna da Armando a raccontare le sue avventure, tra lo scetticismo affettuoso di lui e la certezza, tutta infantile, che tutto sia davvero accaduto. In tempi segnati dalla tecnologia e dalla velocità, questa semplicità diventa quasi rivoluzionaria. Non sorprende allora che il personaggio continui a vivere con forza anche oggi: tra televisione, teatro, merchandising, ma soprattutto nei libri e nella storica rivista pubblicati da Franco Cosimo Panini, con circa 200 titoli in 24 collane e una diffusione di 240.000 copie.
Un successo che attraversa le generazioni, passando di mano in mano. Il primo appuntamento al Cristallo è per oggi, venerdì 10 aprile, alle 18 con "L'arte dell'ironia": una serata fuori dagli schemi, dove Altan accompagnerà il pubblico tra i suoi personaggi e il suo modo di guardare il mondo, non una lezione ma un viaggio personale tra memoria e creazione.
Cipputi, la durezza della satira
Sul palco, l'autore racconterà la nascita dei suoi personaggi, dalla Pimpa all' operaio metalmeccanico comunista Cipputi, attraversando due registri apparentemente inconciliabili: la leggerezza dell'infanzia e la durezza della satira. «Il registro "per adulti" è stato il primo... Le cose per i bambini ho cominciato a farle quando ho saputo che avrei avuto una figlia. Da allora i due filoni vanno in parallelo, e mi piace tenerli separati», dice ancora Altan, aggiungendo una riflessione che suona come una conclusione aperta: «È un bello strumento il disegno per raccontare il mondo, purtroppo è il mondo che lascia molto a desiderare, attualmente».

Il musical
Sabato 11 aprile alle 16.30, spazio invece al teatro con "Pimpa. Il musical a pois", prodotto da Fondazione Aida e diretto da Enzo d'Alò, autore anche della drammaturgia insieme ad Altan. Uno spettacolo colorato e sorprendente, che mette in dialogo l'universo della Pimpa con quello di William Shakespeare. Un incontro improbabile solo in apparenza, dove il gioco diventa teatro e la fantasia costruisce ponti tra mondi lontani. Ne nasce una festa scenica fatta di musica, poesia e immagini, capace di parlare a bambini e adulti senza distinzione.La Pimpa, oggi come ieri, resta un luogo possibile. Non ingenuo, ma necessario. Un mondo "come sarebbe bello che fosse", in cui rifugiarsi quando la realtà si fa troppo ruvida. E forse è proprio per questo che, dopo mezzo secolo, continua a esserci indispensabile. Anche a teatro.