BOLZANO. Ammortizzatori sociali, addizionale regionale Irpef, Irap, redditometro, alloggi per il ceto medio e aperture commerciali nei giorni festivi. Questi i temi di cui ieri mattina i sindacati hanno discusso assieme al presidente della giunta provinciale Luis Durnwalder. Da parte del “Landeshauptmann” c’è stata una chiusura totale sulla richiesta di abolire l’addizionale regionale Irpef («le nostre entrate saranno inferiori di 82 milioni rispetto all’anno passato, non possiamo permettercelo»), mentre sugli altri temi «la discussione - così i sindacati - è stata positiva».
 AMMORTIZZATORI. È il tema sul quale i sindacati hanno portato a casa più risultati. «Durnwalder - spiega il segretario della Cisl Michele Buonerba - si è detto disponibile a concedere gli ammortizzatori in deroga per altri sei mesi ai lavoratori in cig o in mobilità che ne hanno già usufruito per sei mesi». Più difficile ottenere gli aiuti anche per i lavoratori appartenenti al secondo scaglione di reddito previsto dalla cig, pari a 1.065 euro lordi mensili: attualmente hanno diritto all’integrazione regionale di un euro all’ora di cassa integrazione (160 euro mensili) solo i cassintegrati con un assegno mensile di 835 euro.
 ADDIZIONALE IRPEF. I sindacati chiedono una riduzione: la Cisl è per l’azzeramento totale, Cgil, Uil e Asgb si accontenterebbero di esentare almeno le fasce di reddito più basse. Durnwalder ha detto no all’azzeramento, chiedendo ai sindacati di individuare le voci di risparmio per poter arrivare ad una riduzione. Il presidente ha però sottolineato come in Alto Adige venga adottata un’aliquota pari allo 0,9%, che è comunque minore all’aliquota massima consentita, pari all’1,4%. «Ma un aiuto alle fasce di reddito più basse sarebbe comunque importante», afferma il segretario della Cgil Lorenzo Sola.
 IRAP. Chiesta una marcia indietro sullo sconto Irap a tutte le imprese. Attualmente l’azzeramento dell’aliquota Irap provinciale vale per tutte le aziende ad eccezione di banche e assicurazioni. «Sarebbe più opportuno - sostiene il segretario dell’Asgb Tony Tschenett - favorire solo le aziende che investono in innovazione e ricerca o che aumentano i livelli occupazionali». Durnwalder, così riferiscono i sindacati, si è detto disponibile a ridiscutere la questione.
 ALLOGGI CETO MEDIO. I sindacati hanno chiesto una revisione della legge provinciale 13/98 affermando che solo un intervento deciso sul mercato delle locazioni può far abbassare i costi degli alloggi. «La nostra proposta - spiega il segretario della Uil Toni Serafini - è di riservare i mille alloggi che la Provincia vuole destinare al ceto medio solo alla quinta fascia di reddito e non anche a quelle inferiori, e in più di non prevedere la possibilità di riscatto dell’alloggio, perché altrimenti tra dieci anni ci troveremmo nella stessa situazione di ora». Durnwalder ha detto ai sindacati che il regolamento attuativo è fermo in giunta provinciale proprio per questi motivi, anche se l’assessore provinciale all’edilizia sociale Christian Tommasini precisa che lo stop è solo “tecnico”, «perché siamo in attesa dei pareri dei Comuni» e assicura che «in ogni caso c’è ancora tempo per discutere coi sindacati».
 REDDITOMETRO. I sindacati hanno già un tavolo aperto con l’assessore alle politiche sociali Richard Theiner. A Durnwalder è stata ribadita la richiesta di considerare anche gli immobili strumentali ai fini del calcolo del patrimonio e di non prevedere fasce di esenzione per il patrimonio mobiliare. Il problema in questo caso non è tanto politico, quanto legato all’opposizione delle categorie economiche. «Durnwalder - affermano i sindacati - ci è venuto incontro almeno in parte sugli immobili strumentali».
 COMMERCIO DOMENICA. I sindacati hanno chiesto di modificare la normativa che permette ai negozi di aprire nei giorni festivi in concomitanza con i mercati cittadini. Durnwalder ha risposto che si può fare, visto che anche le associazioni dei commercianti sono d’accordo