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BOLZANO. Nel campionato di Eccellenza, il giudice sportivo ha inflitto una multa di 100 euro al Naturno «per aver disatteso (domenica scorsa, ndr) la disposizione che prevedeva l'esecuzione dell'inno nazionale in onore del 150esimo anniversario dell'Unità d'Italia.
Vengono inoltre, con iter adeguato, inviati alla Procura Federale i documenti arbitrali perché vengano accertati, in capo al Presidente della società Naturno, Dietmar Hofer, eventuali comportamenti lesivi dell'onorabilità dell'arbitro».
Dietmar Hofer è stato al centro di una vicenda grottesca. Alla vigilia della partita in casa con la trentina (e italiana) Comano, aveva annunciato che, lui, sudtirolese, avrebbe fatto suonare l'inno di Mamemli, come indicato dal Coni e dalla Federazione italiana gioco calcio.
«Rispetterò le direttive nazionali - aveva giurato qualche giorno prima -: ho procurato l'impianto e mi sono pure scaricato l'inno di Mameli da internet».
La notizia viene pubblicata dall'Alto Adige: Hofer in qualche modo sfida il Landeshauptmann Luis Durnwalder e il diktat: «non festeggiare». Hofer si discosta dalla posizione della stragrande maggioranza delle società sportive tedesche che non ci pensano nemmeno a far risuonare sui campi «Fratelli d'Italia».
Dimostra una certo coraggio e la sua decisione fa notizia. Ma come si sa la notte poi, porta consiglio e le cose possono essere cambiate in pochi istanti.
Ed infatti tra sabato e domenica, Hofer cambia idea. Non è chiaro se di testa sua o per pressioni subite. La domenica mattina, sul campo del Naturno, niente inno italiano.
Contrordine kameraden, marcia-indietro, retromarsch.
Le pressioni, unite alla preoccupazione di essere una mosca bianca tra i presidenti delle squadre sudtirolesi, hanno prevalso su qualsiasi altra considerazione. Hofer è sceso in campo, ha parlato con l'arbitro - a cui aveva in precedenza comunicato l'esecuzione dell'inno - ha spiegato di aver cambiato e idea.
L'arbitro ha preso nota, ed ha mandato una segnalazione alla federazione calcio. Ieri il pronunciamento del giudice sportivo. Domanda: perché è stato multato solo Hoferma, visto che sono decine in Alto Adige, le società che tra venerdì e domenica hanno fatto altrettanto?
La sanzione sarebbe scaturita proprio dal comportamento contraddittorio del presidente del Naturno.
Hofer ha annunciato ufficialmente all'arbitro la volontà di eseguire l'inno. L'arbitro è stato quindi «costretto» a segnalare alle autorità sportive il mancato rispetto di un impegno preso dalla società tramite il suo presidente. Sugli altri campi della periferia il problema non si è posto semplicemente perché a nessuno è mai passato per il cervello di eseguire l'inno di Mameli. E nessun arbitro ha ritenuto opportuno segnalarlo.
Sulla vicenda interviene ancora una volta il governatore Luis Durnwalder, il quale sottolinea che "la Costituzione non prevede l'esecuzione dell'inno di Mameli prima delle partite".
Vengono inoltre, con iter adeguato, inviati alla Procura Federale i documenti arbitrali perché vengano accertati, in capo al Presidente della società Naturno, Dietmar Hofer, eventuali comportamenti lesivi dell'onorabilità dell'arbitro».
Dietmar Hofer è stato al centro di una vicenda grottesca. Alla vigilia della partita in casa con la trentina (e italiana) Comano, aveva annunciato che, lui, sudtirolese, avrebbe fatto suonare l'inno di Mamemli, come indicato dal Coni e dalla Federazione italiana gioco calcio.
«Rispetterò le direttive nazionali - aveva giurato qualche giorno prima -: ho procurato l'impianto e mi sono pure scaricato l'inno di Mameli da internet».
La notizia viene pubblicata dall'Alto Adige: Hofer in qualche modo sfida il Landeshauptmann Luis Durnwalder e il diktat: «non festeggiare». Hofer si discosta dalla posizione della stragrande maggioranza delle società sportive tedesche che non ci pensano nemmeno a far risuonare sui campi «Fratelli d'Italia».
Dimostra una certo coraggio e la sua decisione fa notizia. Ma come si sa la notte poi, porta consiglio e le cose possono essere cambiate in pochi istanti.
Ed infatti tra sabato e domenica, Hofer cambia idea. Non è chiaro se di testa sua o per pressioni subite. La domenica mattina, sul campo del Naturno, niente inno italiano.
Contrordine kameraden, marcia-indietro, retromarsch.
Le pressioni, unite alla preoccupazione di essere una mosca bianca tra i presidenti delle squadre sudtirolesi, hanno prevalso su qualsiasi altra considerazione. Hofer è sceso in campo, ha parlato con l'arbitro - a cui aveva in precedenza comunicato l'esecuzione dell'inno - ha spiegato di aver cambiato e idea.
L'arbitro ha preso nota, ed ha mandato una segnalazione alla federazione calcio. Ieri il pronunciamento del giudice sportivo. Domanda: perché è stato multato solo Hoferma, visto che sono decine in Alto Adige, le società che tra venerdì e domenica hanno fatto altrettanto?
La sanzione sarebbe scaturita proprio dal comportamento contraddittorio del presidente del Naturno.
Hofer ha annunciato ufficialmente all'arbitro la volontà di eseguire l'inno. L'arbitro è stato quindi «costretto» a segnalare alle autorità sportive il mancato rispetto di un impegno preso dalla società tramite il suo presidente. Sugli altri campi della periferia il problema non si è posto semplicemente perché a nessuno è mai passato per il cervello di eseguire l'inno di Mameli. E nessun arbitro ha ritenuto opportuno segnalarlo.
Sulla vicenda interviene ancora una volta il governatore Luis Durnwalder, il quale sottolinea che "la Costituzione non prevede l'esecuzione dell'inno di Mameli prima delle partite".
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