SPISS (Austria). Lo hanno ucciso con una o più mazzate alla testa in Germania, dove viveva con la compagna (anche lei altoatesina) e il figlio, e poi hanno trasportato il cadavere in auto fino a Spiss, cittadina austriaca di 150 abitanti a pochi chilometri da Landeck, in Tirolo, ma anche da Passo Resia.

Peter Hilber, 39enne di Varna trasferitosi un paio di anni fa con la famiglia a Friedrichshafen, è stato trovato morto, solo con le mutande addosso, in un dirupo e non si esclude che sia rimasto vittima di un regolamento di conti o comunque di una vendetta, forse a sfondo sessuale. Il cadavere è stato trovato casualmente dalla polizia austriaca, arrivata in zona nella speranza di individuare l'orso M13, colpevole di aver fatto cadere un albero sui cavi dell'alta tensione e provocato un piccolo incendio con danni non trascurabili per tutta la zona.

Il ritrovamento. La polizia criminale austriaca ha faticato non poco a dare un nome e un cognome a quel corpo trovato in fondo a un ripido pendio, tanto che il commissario Walter Pupp del Landeskriminalamt di Innsbruck ha subito diramato un comunicato per cercare di rintracciare testimoni che, tra il 20 e il 25 aprile, sono transitati nella zona di Gstalda Tobels (in particolare nel tunnel di Sant'Anna lungo la strada provinciale di Spiss) e potrebbero dunque aver visto qualcuno disfarsi frettolosamente del corpo. Inizialmente sono state fornite solo indicazioni sommarie: si sapeva solamente che si trattava di un uomo con i lineamenti europei, di circa 40 anni, alto 176 centimetri e con un peso di 96 chilogrammi.

«Partiamo dal presupposto - ha sottolineato Pupp mercoledì sera, poche ore dopo il rinvenimento del corpo - che il luogo in cui è stato trovato il cadavere non è quello in cui è stato commesso l'omicidio».
C'è un punto in particolare, lungo la strada provinciale, dal quale secondo gli inquirenti sarebbe stato lanciato il corpo di Hilber. A lato del tunnel di Sant’Anna c’è, infatti, un dirupo di oltre cinquanta metri, ideale per sbarazzarsi del cadavere. Il 39enne di Varna è stato trovato mercoledì ma è probabile che si trovasse nel bosco di Spiss già da tre o quattro giorni. È già stata fatta l’autopsia che dovrebbe fornire agli inquirenti altri elementi utili per ricostruire le ultime ore di vita di Hilber.
 

Le indagini. A condurre le indagini è la polizia austriaca che nelle ultime 48 ore ha preso contatto sia con la Questura di Bolzano che con i carabinieri del comando provinciale. In particolare con il dirigente della squadra mobile Tricarico e il capitano dell’Arma Perasso che ieri pomeriggio si sono recati in Austria per «un proficuo scambio di informazioni». Sono stati gli austriaci, per inciso, a richiedere ulteriori dettagli sul conto di Hilber per stabilire se ci siano o meno collegamenti con l’Italia.

Allo stato attuale delle indagini gli inquirenti sono ancora alla ricerca di un movente. Fa specie, in particolare, il fatto che l’uomo della val d’Isarco sia stato ucciso e spogliato. È proprio questo dettaglio a far pensare a un delitto con un retroscena di natura sessuale.
 

Il passato. Hilber, che in Italia è stato denunciato per truffa, ricettazione e appropriazione indebita - e che nel 2009 era stato arrestato assieme all'ex discesista azzurro Alex Mair con l'accusa di aver fatto parte di un'organizzazione coinvolta in un traffico internazionale di auto di grossa cilindrata e di lusso - in Germania si era fatto una nuova vita. O almeno ci stava provando.
«Da quanto ci risulta - spiega il dirigente della squadra mobile Tricarico - aveva un piccolo negozio di alimentari a Friedrichshafen, ma pare che gli affari nell'ultimo periodo non andassero per il meglio. Non possiamo pertanto escludere che facesse anche altro».

E ciò, in qualche modo, fa ipotizzare che ci possa essere stato un regolamento di conti, legato a debiti o a traffici poco chiari. Non si può scartare nemmeno a priori il coinvolgimento della la criminalità organizzata. I legami di Hilber con l'Alto Adige non si sono mai attenuati anche perchè a Varna, in val d'Isarco, vivono tuttora la mamma e due sorelle. E proprio la mamma, che ha 82 anni, è stata informata solamente ieri pomeriggio, a oltre 48 ore dal ritrovamento del corpo, della tragica fine fatta dal figlio. Peter pare fosse venuto in Italia anche di recente, nell’ultimo mese. Senza sapere, però, che sarebbe stato l’ultimo saluto ad amici e parenti.