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BOLZANO. «Il cuore non diventa demente». È il messaggio al centro dell'incontro che l'associazione Alzheimer Alto Adige ha organizzato al vivaio Schullian di Bolzano, in occasione della Giornata mondiale dell'Alzheimer 2026. Protagonista della conferenza Letizia Espanoli, ideatrice del modello Sente-Mente, che ha incontrato circa 200 persone per parlare di demenza, assistenza e qualità della vita, con particolare attenzione alle difficoltà affrontate quotidianamente dai familiari che si prendono cura dei propri cari a domicilio.
Infermiere di formazione, Espanoli ha sviluppato nel 2014 un approccio che invita a guardare alla persona oltre la malattia, riconoscendo le capacità che rimangono e valorizzando ciò che continua a funzionare. Un cambio di prospettiva che, secondo l'associazione, può contribuire a migliorare la quotidianità delle persone con demenza e di chi le assiste, anche all'interno delle residenze per anziani e dei servizi di cura.
All'incontro erano presenti, tra gli altri, il presidente del Consiglio provinciale Angelo Gennaccaro e il presidente dell'Associazione Alzheimer Alto Adige, Ulrich Seitz. Quest'ultimo ha sottolineato l'importanza di sostenere le famiglie e di aiutarle a riconoscere le possibilità ancora presenti nella persona malata, evitando che venga identificata esclusivamente con la propria patologia.
L'obiettivo è anche quello di fornire strumenti concreti a chi affronta un'assistenza prolungata tra le mura domestiche. Attraverso attività di consulenza, l'associazione intende accompagnare familiari, operatori sanitari e persone con demenza nella comprensione dei comportamenti più complessi e nell'organizzazione della vita quotidiana. Un lavoro che coinvolge anche il personale straniero impegnato nell'assistenza e che punta a preservare autonomia, partecipazione sociale e qualità della vita.
Ma accanto alla dimensione dell'assistenza, resta centrale quella dei numeri. Seitz, insieme al responsabile scientifico dell'associazione Markus Falk, ha analizzato un confronto tra i dati relativi alla demenza in Alto Adige, Trentino e Tirolo. Secondo le stime presentate, in Tirolo si contano circa 13.750 persone con demenza. Applicando alla popolazione altoatesina i tassi di mortalità Eurostat relativi alla demenza e all'Alzheimer degli ultimi dieci anni, la stima per la provincia di Bolzano arriva a 13.590 casi prevalenti. Per il Trentino il calcolo indica invece circa 10.800 persone, un dato vicino alle 10.500 già riportate a livello locale, a cui si aggiungono 8.800 persone con deficit cognitivi.
Numeri che restituiscono la dimensione di un fenomeno destinato a coinvolgere un numero crescente di famiglie e servizi. In Alto Adige, secondo quanto riferito dall'associazione, circa 10.800 persone assistono attualmente a domicilio un familiare, spesso per periodi che superano ampiamente i sette anni. Un impegno che può diventare difficile da sostenere, anche sul piano economico, soprattutto quando si aggiungono i tempi di attesa per l'assegno di cura e le procedure di valutazione del livello assistenziale.


