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«Per dare visibilità alla green economy, che attualmente è l’unica economia vincente, abbiamo convocato per il 7 novembre a Rimini gli stati generali di questo settore. Vi hanno aderito molte imprese, associazioni d’impresa e centri di ricerca», lo ha detto il ministro per l’ambiente Corrado Clini oggi a Bolzano.
«È il primo momento per presentare a livello nazionale il programma di crescita verde dell’Italia», ha detto il ministro.
«Non solamente in Italia e in Europa, ma in tutto il mondo ormai efficienza energetica, innovazione tecnologica, fonti rinnovabili d’energia, protezione dell«ambiente e del territorio creano posti di lavoro e fanno crescere le imprese in modo stabile e sicuro, mentre gli altri settori economici sono in difficoltà. Eppure la green economy non ha nelle istituzioni quella voce, quel peso, che merita e che invece ha nel mondo reale. È nostro dovere ascoltare le amministrazioni pubbliche più innovative e le imprese ’verdì e sostenerne le iniziative, che sono l’arma migliore per combattere la crisi. Per questo motivo - ha aggiunto Clini - la strada scelta dall’Alto Adige deve essere il modello seguito dalle amministrazioni pubbliche e dalle imprese».
Il futuro parco tecnologico che sorgerà a Bolzano sud ha ottenuto l’apprezzamento di Clini: «I parchi tecnologici sono sempre più diffusi in tutto il mondo - ha sottolineato il ministro - e ovunque hanno portato effetti positivi stimolando l’innovazione e lo scambio di esperienze. Non dimentichiamoci che il massimo dell’innovazione nasce proprio in posti piccoli, dove possono convergere e concentrarsi esperienze diverse».
Il progetto gli è stato presentato all’Eurac dall’assessore all’innovazione Roberto Bizzo. Il Parco tecnologico si svilupperà inizialmente su una superficie di 12 ettari, di cui 3 di verde, su cui due edifici preesistenti, ristrutturati, ospiteranno Università, Eurac, centri di ricerca e le prime imprese. Il costo complessivo dell’opera, che sarà iniziata in autunno, si aggira attorno ai 60 milioni di euro spalmati su 4 anni.
«Si tratta di soldi investiti nel futuro della nostra terra - ha spiegato Bizzo - perchè si tratta di una struttura strategica per la crescita dell’economia e della società altoatesina».


