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BOLZANO. Restrizioni a go go. È la nouvelle vague scientemente perseguita dal vicesindaco Klaus Ladinser, fra limitazioni effettivamente portate a termine, minacciate, proposte, agognate.
La penultima riguarda il divieto per i bar di utilizzare gli amplificatori esterni. Una limitazione annunciata dal sindaco, cui però non è seguita né un’ordinanza né una delibera. Ergo, al momento il divieto viene bellamente ignorato, per lo meno in piazza Walther: casse esterne accanto al tavolone degli aperitivi e pure il deejay. Per non parlare delle feste sudamericane, non ufficiali ma usuali e ripetute, come ben sa chi frequenta la piazza. Ora, l’ultima restrizione: si è emessa una serie di ordinanze ad hoc per tenere sotto controllo le feste al Talvera: le ultime due rimaste, decimate dai niet nel corso degli anni, provocati dalla lobby, se così è consentito dire, di chi vuole dormire in santa pace sempre e comunque, andando a letto presto. Per la Festa dei popoli dell’8-9 giugno e per la Volxsfesta del 5-6 luglio (manca un mese ma l’ordinanza, con asburgica solerzia, è già stata emessa) musica solo dalle... alle..., sempre e solo sotto una certa soglia di decibel da abbassare «immediatamente» al passaggio dei vigili, il sound check non deve durare più di due ore, niente bicchieri di vetro eccetera eccetera eccetera.
La leggenda che passa di bocca in bocca in municipio in questi giorni narra che il vicesindaco Ladinser amerebbe cenare in tranquillità all’esterno dell’Hotel Città, ma che non amerebbe affatto la nuova tendenza, in particolare l’aperi-cena del Loacker, lì nei pressi: tavolo esterno con sopra tartine e patatine, amplificatori non a palla ma insomma neanche a volume da musica lounge, ultimamente pure il (la) deejay. Non potendosi però impedire l’uso di amplificazione esterna a un solo locale con motivazione di antipatia o altro, si è dovuto vietare erga omnes: la restrizione varrà per tutti i bar cittadini. E basta. “Così adesso il vicesindaco cenerà in pace”, questa la battuta che circolava ieri nei corridoi del municipio.
Questa però è solo una leggenda metropolitana. La realtà è che, senza dubbio, negli ultimi mesi, già appesantiti dalla crisi, gli esercenti sono stati fatti bersaglio di un fuoco di fila: via le slot dai bar, via i treppiedi davanti a bar e ristoranti e tabacchini, applicazione teutonica della metratura consentita per le insegne pubblicitarie, niente concerti dal vivo nelle viuzze strette, ora stop alle casse di amplificazione esterne. Ladinser non nasconde nemmeno pubblicamente di voler andare oltre, per esempio riportando alla tradizione piazza Erbe: via le frutte esotiche in disordine, più sud-tirolesità.
E adesso le due ordinanze sul Talvera: festa solo fino alle 24, musica da mantenere sotto gli 85 decibel a 10 metri dal palco, «riducendo immediatamente il volume ove gli incaricati dall’amministrazione rilevassero un eccessivo disturbo per il vicinato». La parola “immediatamente” è addirittura scritta in grassetto. Come le altre restrizioni: il sound check non potrà durare più di due ore; al termine delle serate gli organizzatori dovranno invitare i festanti ad allontanarsi dal Talvera entro mezz’ora; niente bicchieri di vetro ecc. ecc. ecc. Le ordinanze “Gestapo” sono a firma dell’assessore all’ambiente, ma su sollecitazione di altri. Facile indovinare di chi.
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