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BRESSANONE. Recitare in una fiction? Ci sono schiere di aspirati attori che farebbero i salti mortali per conquistare la ribalta per qualche istante, per mostrarsi davanti ad una telecamera e pronunciare anche poche battute, magari al fianco di una star. Anna Maria Trentini, casalinga brissinese, 73 anni tra qualche giorno, c’è riuscita quasi senza sforzo e non in una produzione televisiva di serie B. No, no, Anna Maria ha recitato addirittura al fianco di Terence Hill, impegnato nelle riprese della seconda serie di «Un passo dal cielo», fiction televisiva campione di audience. E non è stata affatto una fugace comparsata. «No – spiega Anna Maria – ho dovuto pronunciare una battuta, rispondendo a una domanda di Terence Hill nelle scene girate lunedì scorso nella zona di San Candido. È stato molto emozionante e ho temuto di non essere all’altezza, ma Terence Hill s’è dimostrato persona di straordinaria gentilezza, simpatia e di grande disponibilità. In realtà, tutte le persone della troupe impegnate sul set sono state a dir poco squisite».
Ma andiamo per ordine: come è riuscita ad avere la parte? «Ad aprile – racconta la neo atttrice, che ha tre figli grandi e due nipotini - i miei figli mi hanno portato ai provini tenutisi qui a Bressanone. I responsabili del casting mi hanno chiesto alcune cose, mi hanno fatto delle foto e anche filmato. È stato interessante, ma ero sicura che sarebbe finita lì. Invece, nei giorni scorsi, la produzione mi ha telefonato dicendomi che il regista mi aveva scelto per una piccola parte. All’inizio, non lo nascondo, ho faticato a crederci: possibile che tra tante persone avessero scelto proprio me? Invece era tutto vero e lunedì scorso sono salita a San Candido per le riprese». E lì, in divisa da Guardia forestale, c’era la star di tanti film dagli inconfondibili occhi azzurri. «L’ho seguito quando interpretava don Matteo, nell’altra sua fortunatissima serie tivù – continua Anna Maria – e in passato, quando in coppia con Bud Spencer, era stato protagonista di divertenti film western». E «Trinità», pistolero dal look trasandatissimo, ma imbattibile in simpatia e rapidità, s’è rivelato un vero gentleman, mettendo subito a suo agio la coetanea brissinese. «Si è sempre rivolto a me con grande garbo – racconta Anna Maria, che in passato è stata commessa e responsabile di un negozio in città - e mi ha trattato come una vera signora senza che io abbia mai avuto la sensazione di essere inferiore a lui. La stessa gentilezza l’ha mostrata anche nei confronti di numerose ammiratrici che, dopo aver eluso i blocchi degli addetti ai lavori, lo hanno raggiunto per stringergli la mano e farsi fare un autografo». Una giornata emozionante, intensa e anche stancante. Ma unica e indimenticabile. «La mia era una piccola parte – continua – quella di una testimone sulla scomparsa di una persona, che in realtà è stata uccisa. Terence Hill mi chiedeva se io l’avessi mai vista». Per questo, Anna Maria è stata microfonata e ha potuto seguire in prima persona tutte le elaborate fasi delle riprese: i vari ciak, il lavoro spesso oscuro ma indispensabile di costumisti e truccatori, l’instancabile opera del piccolo esercito di tecnici e le disposizioni del regista agli attori sul set. Per una volta, insomma, la pensionata è stata “dentro” la fiction e tra qualche mese, quando la seconda serie verrà messa in onda, accanto ad Anna Maria ci saranno i figli, i nipoti e gli amici pronti ad applaudirla. «Un’esperienza che non potrò mai dimenticare».
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