BOLZANO. L’Astat ha pubblicato i dati emersi dall’ultima indagine sull’attività dei consultori familiari. Nel corso del 2022, in Alto Adige, si sono rivolte ai consultori 10.570 persone, una cifra, secondo la presidente dell’Aied Silvia Camin, che non fotografa il reale bisogno della popolazione. «I numeri relativi alle attività svolte dai consultori sono strettamente legati alla possibilità che gli stessi hanno di offrire servizi. Va sottolineato che la richiesta è di gran lunga maggiore», sottolinea Silvia Camin. I dati sono in aumento. Sia per quanto riguarda le prestazioni sanitarie, il 5,5 percento in più rispetto al 2021, sia per l’attività di consulenza psicologica.

Le consulenze psicologiche

Secondo l’indagine Astat nel 2022 si sono svolti più di 21 mila colloqui psico-pedagogici per problemi individuali. Secondo i dati raccolti, il 36,5 percento dei casi le consulenze riguardano separazioni, ansie e fobie. Rispetto all’anno precedente sono aumentate anche le richieste di ascolto per situazioni di stress e sovraccarico (da 1.158 a 1.670). «Si sta ancora facendo i conti con i problemi psicologici causati dal covid19», prosegue Silvia Camin, «isolamento, ansia, sono problematiche che sono aumentate molto negli ultimi tre anni». Nel 2022 si è anche registrato un numero maggiore di consulenze relative a crisi esistenziali e di identità, pari a 2.580, quasi 200 in più rispetto al 2021. «E' importante sottolineare che alcuni dati emergono oggi perché anni fa non venivano raccolti», sottolinea Camin, «oggi c’è più sensibilità verso determinate problematiche, ma soprattutto c’è più consapevolezza individuale, e volontà da parte dei singoli di rivolgersi ai consultori per chiedere aiuto». Un’ulteriore prova di questo sono i dati riguardanti gli incontri sui problemi di coppia: rispetto al 2021 sono aumentati i colloqui per conflitti di ruolo, rapporti extraconiugali, gelosia, ansie da abbandono (passati da 770 nel 2021 a 1.054 nel 2022) e le richieste di aiuto per altre problematiche del rapporto di coppia sono aumentate del 31 percento.

Le prestazioni sanitarie

Per quanto riguarda le prestazioni sanitarie, dalla ricerca emerge che prevalgono quelle a tutela della salute della donna: il 36,1% è rappresentato da visite ginecologiche ed il 17,6 percento da controlli per la prevenzione oncologica (pap test). Le prestazioni relative al controllo in gravidanza rappresentano il 14,6% del totale. Nel 2022 le consulenze sanitarie per menopausa sono state 332, più del doppio rispetto alle 138 dell’anno scorso. In aumento le richieste di informazione sull’interruzione volontaria della gravidanza.

Analizzando i dati per genere risulta che le donne rappresentano la percentuale maggiore (77,3 percento) di utenti che usufruiscono dei servizi consultoriali. «A livello ginecologico tutta la dinamica legata alla vulvodinia e al disturbo pelvico, è stata sdoganata di recente. Quindi era prevedile un aumento di colloqui a riguardo. Questo è un aspetto positivo, significa che le donne sono più predisposte a chiedere aiuto».

L’aumento della richiesta

Attualmente sul territorio provinciale operano quindici servizi consultoriali: cinque di essi si trovano a Bolzano, tre nel Burgraviato (Merano), due in Oltradige-Bassa Atesina (Laives e Egna) e una per ciascuna altra comunità comprensoriale, in particolare nei comuni di Bressanone, Brunico, Ortisei, Silandro e Vipiteno. Pertanto, il capoluogo registra la percentuale più alta di utenti (54,9%). «Dobbiamo tenere presente che i consultori in provincia, nonostante l’aumento delle richieste, ricevono gli stessi finanziamenti da anni», riferisce Silvia Camin, «quindi la possibilità di offrire il servizio vi è strettamente legata. Ad oggi la richiesta di consulenza è altissima e ci sono liste d’attesa infinite. Attualmente è in atto una riforma sull’attività dei consultori. Finalmente si sta rilevando il bisogno reale della popolazione, e, di conseguenza, si discuterà sulla necessità di investire nel servizio», conclude. M.A.