BASSA ATESINA. Acque agitate nel mondo della frutticoltura altoatesina. Proprio pochi giorni fa, a una quindicina di giorni dal via della raccolta delle prime mele della varietà Gala, sono arrivate le accuse nei confronti degli agricoltori del fondovalle, per una coltura troppo intensiva ma soprattutto per l'uso indiscriminato di prodotti antiparassitari, alcuni dei quali pericolosi per la salute del consumatore. E quasi contemporaneamente, il Centro di consulenza per la frutti-viticoltura dell'Alto Adige mette in guardia i propri assistiti nel curare attentamente i trattamenti antiparassitari di fine stagione, per mantenere basso il livello dei residui sulla frutta. In una circolare, specifica altresì che le aziende costrette a utilizzare, per far fronte a particolari infezioni, principi attivi diversi rispetto a quelli consigliati, sono tassativamente obbligate a segnalare il numero degli appezzamenti interessati alle proprie cooperative frutticole. In questi ultimi tempi, specie le grandi catene di distribuzione del centro e del nord Europa, stanno effettuando accurati controlli sulla frutta acquistata in Alto Adige. In caso di non osservanza, le conseguenze sono gravi: la frutta con residui non ammessi non si può commercializzare e inoltre, se per caso lo fosse, arrecherebbe comunque un grosso danno all'immagine per l'Alto Adige.
Per dare ulteriore importanza a questa tematica, nell'assemblea generale del consorzio frutticolo Vog di poche settimane fa, è stata fra l'altro confermata la delibera risalente ancora al 6 maggio 2010, che proibisce, fra l'altro, l'utilizzo di principi attivi non ammessi e prevede rigidi provvedimenti in caso di controlli positivi. Qualora i residui di antiparassitari riscontrati sulla frutta sono superiore al limite di legge di 0,01 ppm, il caso viene segnalato alle autorità competenti e la commercializzazione della frutta viene esclusa. Se invece i residui sono sotto il limite di legge di 0,01 ppm, oppure non sono dimostrabili, le partite vengono destinate a un utilizzo industriale. Se i residui sono sotto il limite di legge di 0,01 ppm, non si può dimostrare l'utlizzo di prodotto non consentito e la merce quindi potrà essere avviata alla commercializzazione. Eventuali spese risultanti sono a carico del produttore.
In ogni modo, tutti i casi sono da segnalare alla Vog. Infine, in caso di errori formali evidenti, i ricorsi sono da inoltrare alla Vog stessa.
Nuvole tempostose quindi sulla frutticoltura altoatesina, in un’annata che non si presenta del tutto ottimale, anche perché si prospetta una produzione decisamente al di sotto, quantitativamente, rispetto alle precedenti annate.
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