LAIVES. Anziani soli, un problema che coinvolge sempre più persone e che in estate si fa sentire in modo ancora più evidente, perchè in questo periodo magari parenti e amici sono in ferie e quindi l’anziano viene in secondo piano, quando non proprio dimenticato. Per tutti gli “over 70” del territorio di Laives, però, quest'anno l'assessorato comunale alle attività sociali, guidato da Claudia Guarda, in collaborazione con diverse associazioni locali, ha predisposto delle iniziative da seguire insieme, quotidianamente, negli spazi del Centro Don Bosco e il risultato è stato incoraggiante. Tanto che ora c’è chi rilancia un’”evoluzione” di questa iniziativa, con un’importante ricaduta soprattutto in termini sociali.

«Si potrebbe fare di più - dice a proposito il consigliere comunale Roberto Ceol - ad esempio durante i mesi estivi di giugno, luglio e agosto, invece che portare il pranzo a casa degli anziani soli che lo prenotano, attraverso i servizi sociali, si potrebbe andare a casa a prendere gli anziani direttamente, come Comune, e portarli in qualche spazio adatto, penso al Centro Don Bosco, così come potrebbe essere la sala mensa o altro da studiare, e lì preparare il pasto da consumare poi tutti insieme. Sappiamo bene che spesso, più che la preparazione del pranzo in sè, uno dei disagi maggiori per gli anziani è la solitudine».

L'idea è subito piaciuta anche all'assessore Guarda.

«E' un’ipotesi certamente interessante - commenta - che potremmo provare come progetto pilota dalla prossima estate. Sono anch'io dell'idea che, se possibile, bisognerebbe creare delle occasioni per far stare assieme i nostri anziani soli e sicuramente una di queste potrebbe essere il pranzo a mezzogiorno».

Qualcosa del genere esiste, nella casa di lungodegenza Domus Meridiana, in via Sottomonte, dove gli anziani possono recarsi a pranzo e trovano una saletta tutta per loro. Il grosso però si affida al servizio delle operatrici del distretto, che garantiscono la consegna del pasto a casa; il sabato questo servizio viene invece svolto dai volontari e funziona altrettanto bene.

Però se si riuscisse a riunire il maggior numero possibile di anziani soli almeno per il pranzo, andandoli a prendere e poi riportandoli a casa, si raggiungerebbe un bel risultato per quanto riguarda la socializzazione e la lotta alla solitudine. Anni fa il Comune aveva commissionato uno studio su “caratteristiche e bisogni della popolazione anziana” agli esperti della Scuola superiore dei servizi sociali di Trento. Ebbene, uno dei dati che emersero da questa approfondita ricerca, fu proprio che tanti anziani a Laives temono maggiormente la solitudine e la necessità di dipendere dagli altri.

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