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BOLZANO. Uno sportello unico destinato ai non autosufficienti, dove, incredibile a dirsi, si riceveranno tutte le informazioni necessarie per l’anziano bisognoso di aiuto, sia in termini di assistenza sanitaria che sociale. E dove si potranno portare a termine le pratiche. Tutte, nel medesimo luogo fisico. Una rivoluzione semplificatoria cui sta lavorando la neo direttrice dell’Assb, Michela Trentini. Solo una delle sue priorità, lo sportello unico che verrà finalizzato nel giro di qualche mese con la collaborazione dell’assessore provinciale Martha Stocker. Fra le prime misure che verranno attuate da Trentini, ci sarà anche la possibilità di iscriversi all’asilo nido via web, per rendere l’attività di Assb più efficace ed efficiente, risparmiando.
«I bisogni sociali aumentano - chiarisce Trentini - e soprattutto cambiano nel tempo, anche molto rapidamente. Pensiamo solo al caso dei richiedenti asilo. Si conosceva la situazione, ma non è stato facile agire per tempo». Michela Trentini si è insediata da poco ma l’attività nel suo ufficio ferve. Oggi incontrerà i dirigenti del sociale per condividere il programma 2016, settimana prossima i sindacati, poi visiterà tutti i servizi sociali di un’Assb che oggi conta su 802 dipendenti (di cui solo 140 amministrativi e non tutti “puri”) e 260 collaboratori del terzo settore (coop ecc.) Una macchina complessa, delicata, che nei prossimi anni trasferirà la sua sede nel lotto C di Casanova, portando servizi e persone per ravvivare un rione oggi poco frequentato dai non residenti.
Alla nuova giunta, prosegue, «mi sentirei di chiedere particolare attenzione a tutto quello che è il settore del sociale. Ma anche una consapevolezza più forte che "sociale" è trasversale a tanti temi della città. Il sociale non sono solo i servizi sociali. Oggi parliamo di benessere, di qualità della vita. Mi piacerebbe che la nuova giunta ne avesse consapevolezza: qualità della vita, benessere, servizi sociali sono un tema ampio e che riguarda tanti aspetti. Spesso invece si tende a dire: no, i servizi sociali, per fortuna io non ne ho bisogno... Sociale significa soprattutto prevenzione, con risorse stabili che permettano di programmare l'attività».
Da parte sua, l’Assb dovrà pensare ad innovare i servizi tradizionali, per tentare di adeguarli alle esigenze dei cittadini, mutevoli, e sempre più rapidamente. Ma cosa significa innovare nel sociale? «Per esempio in questo periodo si sta lavorando ad un unico sportello per la cura e l'assistenza delle persone anziane. È un tema grosso. Il tema della distanza tra l'offerta di servizi - che è buona, rispetto agli altri territori italiani, sia in termini quantitativi ma anche qualitativi. Spesso però la “distanza” tra chi ha bisogno e i servizi è ancora troppo elevata. Riuscire a districarsi nell'offerta, per chi non ha mai avuto occasione di fruire dei servizi sociali e sanitari, può essere veramente complicato». Su input della Provincia «stiamo realizzando lo sportello unico. In modo che l'anziano, se è in grado, o i suoi parenti, in un unico punto, possa avere una consulenza di base, sia sociale che sanitaria. L'integrazione socio-sanitaria, di cui si discute da decenni, nonostante i molti passi avanti fatti, non è stata ancora raggiunta».
Ma ora, bando alle chiacchiere, si deve completare la riorganizzazione dell’Assb, decisa a maggio 2015 dalla giunta comunale. «Ci sono ancora diversi nodi da sciogliere».
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