BOLZANO. Un quarto della popolazione di Bolzano ha più di 65 anni; di questi un terzo vive a casa da solo, ma sfrutta poco i servizi messi a disposizione della terza età molto probabilmente perché non li conosce.

È la fotografia che emerge dall’indagine condotta su un campione di bolzanini, dai 60 anni in su, nell’arco di cinque mesi dalla Rete anziani - di cui fanno parte 14 associazioni che contano 470 volontari impegnati a rendere più facile la vita nella terza età - per capire come e dove vivono gli anziani, quali sono i bisogni, come giudicano la loro salute. Ai questionari - suddivisi nelle sezioni vita sociale, abitare sicuri, assistenza, salute per un totale di una sessantina di domande - hanno risposto oltre quattrocento persone distribuite nei cinque quartieri.

Ieri i risultati della ricerca sono stati presentati da Elio Fonti (Auser), Maria Grazia Zanetti (Club La Ruga), Ulderico Squeo (Aido): l’obiettivo è di utilizzare quanto emerso, per individuare con Assb e nuova giunta comunale le misure da adottare per rispondere meglio ai bisogni.

«Ciò che abbiamo notato nelle risposte al questionario - spiega Fonti - è la scarsa conoscenza dei servizi presenti nei distretti, di qui l’urgenza di mettere in atto una forte campagna informativa. L’altro elemento da tenere in considerazione è il fatto che un terzo degli over 65 vive solo. E la solitudine, soprattutto con l’avanzare dell’età, è una brutta bestia. Per il resto emerge un quadro abbastanza positivo a partire dal giudizio che ciascuno dà sul proprio stato di salute».

Il 62% degli intervistati, tra i 61 e gli 80 anni, definisce “buone” le proprie condizioni di salute; anche il rapporto con il medico di famiglia, che con il passare degli anni diventa spesso la persona dalla quale si va anche solo per fare due chiacchiere, è definito buono da 242 intervistati e addirittura ottimo da 105.

Positivi pure i giudizi sui servizi offerti dai distretti, ma sono 200 gli intervistati che dicono di non conoscere il centro anziani del proprio quartiere; 247 coloro che non conoscono i servizi di assistenza economica, 317 quelli che non hanno usufruito dei contributi per le spese accessorie o di affitto; 312 coloro che non hanno usufruito della riduzione della retta dei servizi, 345 quelli che hanno usufruito del telesoccorso.

Anche le mense per anziani - stando almeno alla ricerca - risultano poco frequentate. Il 62,4% degli intervistati sa che ci sono, ma il loro utilizzo è scarso: solo il 10,7% va a mangiare in mensa.

Il motivo?

«Forse - ha detto Squeo - bisognerebbe ripensare il servizio in ordine a possibili problemi o rischi di ghettizzazione che si potrebbero superare aprendo le mense a diversi utenti».