Bolzano. Un cittadino italiano, probabilmente tradito dal nervosismo a seguito dei consueti controlli degli agenti della Polizia Ferroviaria del Brennero è stato denunciato a piede libero per ricettazione e altri reati connessi alla tutela del patrimonio archeologico appartenente allo Stato o altri enti pubblici. I controllo sono scattati al valico del Brennero a bordo del treno Euro City 82 proveniente da Bologna e diretto a Monaco di Baviera.

A finire nei guai è stato un viaggiatore settantasettenne residente al sud che aveva nascosto nella valigia un vaso di terra cotta di probabile fattura etrusca. L’intenzione dell’uomo era di espatriare e portare oltre confine il manufatto archeologico. E’ molto probabile che il viaggio all’estero fosse stato organizzato nei minimi dettagli e che il faccendiere fermato e denunciato fosse atteso in Austria o in Germania per la vendita del vaso di fattura etrusca a qualche collezionista straniero.

A tal proposito ricordiamo che le disposizioni di legge sono particolarmente severe perchè il commercio di reperti antichi di valore storico ed artistico non può essere alimentato da privati anche se la provenienza dei reperti fosse comunque legittima (e non conseguenza di altro reato).

Dunque anche se il manufatto in questione fosse stato ritrovato e quindi non provento di attività illecite, va ricordato che il decreto legge 42/2004 considera di proprietà dello Stato tutti i beni culturali classificati come tali dalla normativa vigente.

In altre parole la normativa tutela tutti i reperti storici, ovvero tutte le cose immobili e mobili che presentano interesse artistico, storico, archeologico, etnoantropologico, archivistico e bibliografico e le altre cose individuate dalla legge o in base alla legge quali testimonianze aventi valore di civiltà, come sembra effettivamente configurarsi nel caso di specie.

Il vaso, tipo anfora, che al momento del ritrovamento da parte degli agenti della Polizia Ferroviaria del Brennero risultava trasportato all’interno della valigia con tutte le protezioni e cautele affinché giungesse al destinatario perfettamente integro, non poteva essere oggetto di alcuna compravendita. L’intervento degli agenti della Polfer è stato dunque inevitabile. Il reperto archeologico è stato sequestrato e verrà consegnato agli esperti del settore della Provincia autonoma di Bolzano.

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