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Bolzano. La nuova legge sugli appalti pubblici è entrata in vigore la scorsa settimana. grazie a questa legge, tutte le amministrazioni ridurranno drasticamente le gare d’appalto. questa è la novità più importante: gli enti pubblici possono ora conferire incarichi per lavori pubblici, forniture e servizi, per valori compresi fra 40.000 e 150.000 euro attraverso l’affidamento diretto. L’unica condizione è che si arrivi all’affidamento attraverso la consultazione di tre operatori del mercato.
Fino alla scorsa settimana l’affidamento diretto era possibile solo per incarichi di importo inferiore a 40.000 euro. La Provincia ha adeguato dal giorno dell’entrata in vigore della legge, venerdì 26 luglio, tutta la modulistica. Ma la novità riguarda anche i Comuni, le Comunità comprensoriali, la sanità e le società partecipate.
«Il nuovo limite di 150 mila euro riguarda metà degli appalti pubblici. Parliamo di 60 mila gare che potranno essere svolte con un onere minore», ha spiegato il presidente Arno Kompatscher in aula. Per quanto riguarda le imprese beneficiarie, riassume Kompatscher, attualmente il 90% degli interventi in edilizia è affidato in Alto Adige. . Le amministrazioni pubbliche dell’Alto Adige nel 2018 hanno bandito appalti pubblici per 1,374 miliardi. La legge è stata festeggiata dai Comuni per l’attesa sburocratizzazione. Giudizi entusiasti o dubitativi tra le categorie economiche. Critiche dai sindacati. Intanto molte amministrazioni, come riferisce il presidente del Consorzio dei Comuni Andreas Schatzer, nelle ultime settimane avevano interrotto, dove possibile, le procedure di gara. «Con la prospettiva di questa semplificazione, si è preferito aspettare l’approvazione della legge e la sua entrata in vigore», così Schatzer. L’innalzamento della soglia riguarderà, tra l’altro opere edili e manutenzioni, asfaltature, acquisto di automezzi, anticipa Schatzer. Non c’è solo l’allargamento della platea di incarichi che potrà essere affidato senza gara di appalto, ricorda Schatzer: «Per la progettazione di opere di importo inferiore a un milione di euro la verifica e la validazione non sono necessarie. Quest’obbligo comportava l’incarico di un architetto “terzo”. Solo per questo passaggio se ne andava generalmente un mese». La soppressione delle gare fino a 150 mila euro non riguarda gli incarichi di architettura e ingegneria, per i quali valgono queste regole: affidamento diretto fino a 40 mila euro, invito a presentare una offerta a cinque professionisti per incarichi di 40.000-100.000 euro, invito a dieci professionisti per incarichi da 100 mila euro fino alla soglia Ue.
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
Fino alla scorsa settimana l’affidamento diretto era possibile solo per incarichi di importo inferiore a 40.000 euro. La Provincia ha adeguato dal giorno dell’entrata in vigore della legge, venerdì 26 luglio, tutta la modulistica. Ma la novità riguarda anche i Comuni, le Comunità comprensoriali, la sanità e le società partecipate.
«Il nuovo limite di 150 mila euro riguarda metà degli appalti pubblici. Parliamo di 60 mila gare che potranno essere svolte con un onere minore», ha spiegato il presidente Arno Kompatscher in aula. Per quanto riguarda le imprese beneficiarie, riassume Kompatscher, attualmente il 90% degli interventi in edilizia è affidato in Alto Adige. . Le amministrazioni pubbliche dell’Alto Adige nel 2018 hanno bandito appalti pubblici per 1,374 miliardi. La legge è stata festeggiata dai Comuni per l’attesa sburocratizzazione. Giudizi entusiasti o dubitativi tra le categorie economiche. Critiche dai sindacati. Intanto molte amministrazioni, come riferisce il presidente del Consorzio dei Comuni Andreas Schatzer, nelle ultime settimane avevano interrotto, dove possibile, le procedure di gara. «Con la prospettiva di questa semplificazione, si è preferito aspettare l’approvazione della legge e la sua entrata in vigore», così Schatzer. L’innalzamento della soglia riguarderà, tra l’altro opere edili e manutenzioni, asfaltature, acquisto di automezzi, anticipa Schatzer. Non c’è solo l’allargamento della platea di incarichi che potrà essere affidato senza gara di appalto, ricorda Schatzer: «Per la progettazione di opere di importo inferiore a un milione di euro la verifica e la validazione non sono necessarie. Quest’obbligo comportava l’incarico di un architetto “terzo”. Solo per questo passaggio se ne andava generalmente un mese». La soppressione delle gare fino a 150 mila euro non riguarda gli incarichi di architettura e ingegneria, per i quali valgono queste regole: affidamento diretto fino a 40 mila euro, invito a presentare una offerta a cinque professionisti per incarichi di 40.000-100.000 euro, invito a dieci professionisti per incarichi da 100 mila euro fino alla soglia Ue.
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