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C’è chi è rimasto al primo livello non per mesi, ma per tre anni anzi quasi quattro.
Precisano i sindacalisti. «Visto che le persone le buste paga non le leggono, non le guardano...»
Ci sono moltissimi lavoratori inoltre «che vivono di cambi di appalti, di cambi di aziende. Persone che vivono di paure perché ogni volta si trasformano in un taglio di ore, di diritti. Ci sono perdite economiche».
Esistono casi in cui non si riconosce il livello giusto, in cui la ditta appaltatrice tace su questo.
«Basterebbe un mi scusi, rielaboriamo il cedolino e le diamo quanto le spetta, ma ciò non avviene». Per fortuna ci sono i sindacati. Perché altrimenti, recuperare 500 euro sarebbe impossibile. Solo ai sindacati c’è personale disponibile a lavorarci sopra una settimana, 40 ore. «Se fossimo quelli che devono fare utili direi alla signora: vada a casa, staremo più attenti la prossima volta».
Si dovesse guardare al bilancio, la spesa è più della resa.
Ma c’è non solo questo, non solo le aziende che tirano la corda. Accade che ai dipendenti venga chiesto un euro di bonifico per l’accredito dello stipendio. «Guadagnassero duemila euro, per un euro non me ne accorgo. Ma quando invece ogni mese vado a vedere che mi manca un’ora, due ore, io azienda che ho svariate migliaia di dipendenti, sono migliaia di ore recuperate ogni mese. A fine anno fanno veramente la differenza». Ma, concludono i sindacati, se l’azienda è costretta a toglierti un euro di bonifico, vuol dire che l’appalto è veramente al massimo ribasso, camuffato con altri criteri, ma di fatto stiamo raschiando il barile. Persone che si sentono invisibili, poi indispensabili, sentono dei giusti riconoscimenti a medici e infermieri, ma loro? Guardate le foto, in che condizioni lavorano. E non tutti sono dotati dei dispositivi, se li devono comprare loro».
Precisano i sindacalisti. «Visto che le persone le buste paga non le leggono, non le guardano...»
Ci sono moltissimi lavoratori inoltre «che vivono di cambi di appalti, di cambi di aziende. Persone che vivono di paure perché ogni volta si trasformano in un taglio di ore, di diritti. Ci sono perdite economiche».
Esistono casi in cui non si riconosce il livello giusto, in cui la ditta appaltatrice tace su questo.
«Basterebbe un mi scusi, rielaboriamo il cedolino e le diamo quanto le spetta, ma ciò non avviene». Per fortuna ci sono i sindacati. Perché altrimenti, recuperare 500 euro sarebbe impossibile. Solo ai sindacati c’è personale disponibile a lavorarci sopra una settimana, 40 ore. «Se fossimo quelli che devono fare utili direi alla signora: vada a casa, staremo più attenti la prossima volta».
Si dovesse guardare al bilancio, la spesa è più della resa.
Ma c’è non solo questo, non solo le aziende che tirano la corda. Accade che ai dipendenti venga chiesto un euro di bonifico per l’accredito dello stipendio. «Guadagnassero duemila euro, per un euro non me ne accorgo. Ma quando invece ogni mese vado a vedere che mi manca un’ora, due ore, io azienda che ho svariate migliaia di dipendenti, sono migliaia di ore recuperate ogni mese. A fine anno fanno veramente la differenza». Ma, concludono i sindacati, se l’azienda è costretta a toglierti un euro di bonifico, vuol dire che l’appalto è veramente al massimo ribasso, camuffato con altri criteri, ma di fatto stiamo raschiando il barile. Persone che si sentono invisibili, poi indispensabili, sentono dei giusti riconoscimenti a medici e infermieri, ma loro? Guardate le foto, in che condizioni lavorano. E non tutti sono dotati dei dispositivi, se li devono comprare loro».


