I sindaci e vicesindaci italiani dell’Alto Adige hanno lanciato un appello ad Arno Kompatscher perché nella giunta vengano confermati due assessori di lingua italiana. È una operazione trasversale, che unisce amministratori anche lontani dal Pd.

«Abbiamo voluto fare capire che il tema della rappresentanza italiana è importante ed eravamo stupiti che non venisse ancora sollevato con forza», spiega Giorgio Giacomozzi, sindaco di Salorno. La lettera è stata sottoscritta da Giacomozzi, Benedetto Zito (Bronzolo), Alessandro Beati (Vadena), Giorgio Balzarini (vicesindaco di Merano), Gianlorenzo Pedron (vicesindaco di Bressanone), Giorgio Nones (vice di Egna), Andrea Cavaliere (vicesindaco di Cortina sulla strada del vino). L’appello è stato condiviso dal sindaco di Bolzano Luigi Spagnolli e dal sindaco di Laives Liliana Di Fede, che non hanno firmato perché siedono al tavolo delle trattative del Pd con la Svp. Hanno preferito non firmare Renato Stancher (Brunico) e Guido Bocher (Dobbiaco)

Giacomozzi sottolinea che non possono essere ignorati i risultati elettorali, che hanno portato alla elezione di cinque soli italiani in consiglio provinciale e che questo si dovrebbe rispecchiare nella composizione della giunta, ma secondo i sindaci «sappiamo anche che lo Statuto ha uno spirito e quello spirito dice che l’Autonomia fonda le sue basi nei diritti delle minoranze e che è compito della politica garantire quello spirito di inclusione, di pacifica e prospera convivenza».