BOLZANO. Jgor è un ragazzo, un papà separato che oggi ha 49 anni. Aveva 36 anni ed un bimbo di circa 7 anni quando la sua famiglia è andata in frantumi. Nel Natale del 2004 , l’Asdi, associazione divorziati e separati, apre la prima comunità per genitori separati, ed Jgor - racconta Elio Cirimbelli - «è stato uno dei cinque papà separati ad avere la possibilità di avere un luogo decoroso nel quale poter "ospitare" il proprio figlioletto. Ricordo con commozione la felicità di questi papà e dei loro figli. Soprattutto Jgor era ancor più felice, perchè il Giudice gli concede di tenere con se il figlioletto nei fine settimana e qualche pomeriggio per poterlo seguire nel fare i compiti. Da sempre noi dell'Asdi, sosteniamo che è un sacrosanto diritto dei figli avere un luogo decoroso nel quale poter stare con quel genitore che in seguito a separazione è costretto a lasciare la casa coniugale». Ora Jgor deve però lasciare uno dei sei alloggi che la Coperativa Asdi Home ha a disposizione con un progetto Provinciale, per avere superato i tempi di permanenza in questi appartamenti dove si può rimanere fino ad un massimo di 3 anni. Già nella prima microcomunità e poi successivamente quando Jgor ha occupato gli appartamenti singoli, ha sempre pagato regolarmente il canone di locazione, non ha mai sgarrato di un giorno. Ha un lavoro con contratto a tempo indeterminato, lavora da più di 12 anni nello stesso posto ed ha una condotta esemplare.
«Cerca un appartamento, un bilocale in affitto, perché comunque il figlio lo va spesso a trovare, ma fino ad ora ha trovato porte chiuse. In tanti anni, è la prima volta che pubblicamente chiedo aiuto e confido nella sensibilità di qualche proprietario che possa aiutare questo papà e così anche suo figlio. Sono consapevole che qualche proprietario sarà rimasto scottato ed avrà avuto qualche brutta esperienza, ma confido nella solidarietà e nella sensibilità dei miei concittadini, che magari hanno vissuto in famiglia, la dolorosa esperienza di una separazione».
«Cerca un appartamento, un bilocale in affitto, perché comunque il figlio lo va spesso a trovare, ma fino ad ora ha trovato porte chiuse. In tanti anni, è la prima volta che pubblicamente chiedo aiuto e confido nella sensibilità di qualche proprietario che possa aiutare questo papà e così anche suo figlio. Sono consapevole che qualche proprietario sarà rimasto scottato ed avrà avuto qualche brutta esperienza, ma confido nella solidarietà e nella sensibilità dei miei concittadini, che magari hanno vissuto in famiglia, la dolorosa esperienza di una separazione».

