BOLZANO.  La Bolzano che respinge chi non riesce a pagare i suoi affitti fuori asse inizia a sentire la pressione di chi teme che il caro-casa la faccia invecchiare senza rimedio. E che, invecchiando, perda la qualità del suo lavoro. Finendo per pregiudicare anche quella della vita. Che si sia giunti ad uno snodo decisivo l’ha compreso, prima della politica, l’economia. «Se vogliamo continuare ad essere attrattivi per i giovani talenti o per chiunque porti qui le sue speranze dobbiamo offrire alloggi a prezzi accessibili. Sia in affitto che in proprietà»: parola di Heiner Oberrauch, presidente di Assoimprenditori. Ma parola anche di Ulrike Tappeiner e Paolo Lugli, presidente e rettore di Unibz.

Il fatto che ieri si sia giunti ad una dichiarazione comune di intenti ha due significati. Il primo, dal punto di vista delle imprese, è che il lavoro è strettamente legato alla qualità della formazione, ma chi ha qualità cambia direzione (e città), se mantenere una casa costa più dello stipendio. Il secondo è che anche l’università ha compreso come sia inutile gettarsi a capofitto in facoltà innovative, costruendo nuove sedi da 500 studenti, se poi 500 sono i posti letto disponibili negli studentati per tutte le facoltà. Ingegneria arriverà l’anno prossimo, mentre il primo nuovo studentato forse tra tre anni.

A questo proposito, la Provincia ha fissato la nuova data del clic day, decidendo che sarà il 19 luglio il termine per presentare le domande per una stanza in uno studentato pubblico. Le domande dovranno essere online sul sito apposito della rete civica. Insomma, non si cambia registro. Dopo il “crash” del sistema nel precedente clic day, da cui è sorta la necessità di posticipare tutto a data da destinarsi, la Provincia ripropone lo stesso metodo di assegnazione.

E questo nonostante le proteste degli studenti, che chiedono che l’alloggio non sia prerogativa di chi arriva primo a fare clic, ma che le camere siano assegnate in base al reddito e soprattutto alla distanza dalla residenza dello studente di Unibz. In questo caso l’università subisce questo schema di prenotazioni ma non può, per ora, fare nulla, tranne rilevarne l’inadeguatezza e le criticità. Per intanto cuce una connessione molto solida con il mondo delle imprese, tanto da uscire dal vertice di ieri con Assoimprenditori con una comune richiesta: senza alloggi la Lub deperisce ma lo fa anche Bolzano.

«L’Alto Adige continuerà ad essere attrattivo per i giovani solo con alloggi a prezzi sostenibili» è la sintesi emersa dall’incontro. Tanto che per contrastare la fuga dei cervelli sia Lub che gli imprenditori stanno lavorando per creare posti di lavoro di alta qualità, da un lato e dall’altro elaborare offerte formative sempre più moderne e attrattive. E poi la richiesta, pressante, al settore pubblico, leggi Provincia e Comune, per creare condizioni quadro adeguate per mettere a disposizione alloggi non più fuori asse. Non possiamo perdere tempo, dicono Oberrauch e Tappeiner, «visto che con la recente approvazione della convenzione tipo da parte della giunta provinciale per studentati in zona produttiva sono stati creati tutti i presupposti per non più ritardare».

Poi il suggerimento: non c’è solo la Zona, ma molte aree dismesse, da quelli militari alle urbane, che potrebbero essere rese edificabili in tempi rapidi. La questione è tuttavia una: quando. Su questo si va per ipotesi. Stanno giungendo in Comune le richieste e i progetti. Molti sono a Bolzano sud, ma altri toccano aree urbane meno periferiche. Tutti i proponenti lamentano ritardi e lentezza nell’adeguamento delle concessioni rispetto alle nuove norme quadro. Tanti progetti giacciono dei cassetti da anni. E visto che dal momento del via libera alla consegna degli alloggi non potranno trascorrere meno di due anni, i conti sono presto fatti. Senza considerare che gli imprenditori, interpellati, hanno già anticipato come non sarà loro possibile offrire poi canoni calmierati, ma con una media di 5/600 se non di più euro al mese. Sottotraccia si attende così una integrazione pubblica. Altro ostacolo.
P.CA.