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APPIANO. Durante la normale raccolta dei rifiuti, ad Appiano, è stato trovato materiale radioattivo. Lo ha esaminato l’ex primario di medicina nucleare Moroder, che ha effettivamente rilevato la presenza di «radium 226», un isotopo con un tempo di decadimento di 1.200 anni. Un’eternità. Potrebbe essere stato causato dalla presenza di rilevatori di fumo o parafulmini e, per lo smaltimento, il Comune di Appiano ha saldato questa settimana una fattura di poco meno di 5 mila euro ad Eco Center. Per saperne di più ci siamo rivolti direttamente al presidente di Eco Center Stefano Fattor, che conferma l’incarico ricevuto.
A quando risalgono esattamente i fatti?
«Il materiale radioattivo in questione è stato individuato dalla Sager di Pordenone il 16 ottobre e poi, delle analisi, è stato incaricato l’ex primario di medicina nucleare».
Che tipo di «isotopo» è stato rilevato?
«In base alla relazione che ci è stata fornita, dopo essere stati contattati dal Comune di Appiano, posso dire che si tratta del «radium 226». Che non ha tempi di decadimento rapidi».
Cosa significa?
«Significa che servono 1.200 anni e per questo, in circostanze di questo tipo, bisogna ricorrere a particolari procedure di smaltimento. Ad occuparsene è stata la Protect di Forlì. Il conto, di un importo non trascurabile, in casi analoghi viene poi girato al Comune di competenza».
Da cosa potrebbe essere stata causata la presenza di materiale radioattivo?
«Possiamo ipotizzare che vi fossero strutture con rilevatori di fumo o parafulmini. Ma sono solamente delle ipotesi».
Il Comune di Appiano, per non generare inutile allarmismo, non ha detto granché sul ritrovamento. Ma nella delibera approvata spiega «che la spesa deve essere effettuata urgentemente» e «che il materiale deve essere smaltito immediatamente». Pertanto ha conferito l’incarico ad Eco Center.
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