MERANO. A pochi giorni dal via libera del Comune al progetto di costruzione di 37 alloggi per anziani in via Toti, la società Madison srl mette una pietra sopra l'annoso contenzioso che l'aveva vista in contrapposizione al municipio per l'area ex gas. Nel corso dell'ultima seduta della giunta Januth, l'esecutivo ha accettato la proposta di rinuncia alle pretese avanzate dalla Madison, il tutto a patto che ognuna delle due parti si faccia carico delle proprie spese legali sostenute fino a questo punto.

La causa era scattata nel gennaio del 2007 ed era stata intentata dalla Madison srl contro il Comune dopo l'acquisto dei terreni ex gas tra via Toti, via Leopardi e via Monte Tessa. Quell'area, che andava bonificata, era stata venduta dal Comune al miglior offerente per trasformarla in zona residenziale. Ben presto però l'affare ipotizzato dalla coalizione di governo della città di allora e dall'acquirente si è trasformato in un buco nero, costato per la parte che riguarda i cittadini ben 13 milioni di euro. Da una parte un inquinamento dei terreni oltre le previsioni e una bonifica lunga, dall'altra la fase economica in continuo peggioramento e l'arrivo della crisi con lo sfumare delle possibilità di investimento di decine di famiglie.

A gennaio 2007 la Madison ha fatto causa al Comune sostenendo che quest'ultimo all’asta avesse venduto un terreno privo delle qualità promesse e affetto da vizi occulti (oltre ai problemi nella bonifica). La Madison ha lamentato il pagamento di interessi passivi e delle fideiussioni, maggiori costi di costruzione e la svalutazione commerciale dell'area.

La causa è rimasta per anni come una spada di Damocle sospesa sulla testa del sindaco e dell'amministrazione comunale. Lo sblocco è arrivato prima con la scelta di affidare alla Madison in quell'area la costruzione delle residenze assistite per anziani chiavi in mano per 9,5 milioni di euro, poi con la decisione del giudice istruttore che ha in mano la vertenza legale di risarcimento danni di procedere con la decisione senza la necessità di assumere i mezzi istruttori offerti dalla Madison, fissando l'udienza per le conclusioni per il 19 giugno.

A questo punto l'impresa di costruzioni, alla quale comunque sarebbe spettato l'onere della prova, ha deciso di fare un passo indietro e chiudere la contesa giudiziaria, ultimo atto dell’intricata vicenda che in dieci anni ha portato alla trasformazione del quartiere Wolkenstein.

Ad alloggi protetti ultimati (serviranno 18 mesi di cantiere), al posto della vecchia sede dell'Azienda municipalizzata ci saranno tre palazzine di edilizia privata, la residenza assistita per anziani, tre cooperative da tempo già ultimate e abitate e un parco giochi centrale da mille metri quadrati. Per il Comune un affare da 13 milioni di euro, non incassati, si badi bene, ma pagati per restituire alla città una fetta di territorio altrimenti inutilizzabile. (rog)