BRONZOLO. Nei prossimi giorni dovrebbe avere luogo un incontro, a livello istituzionale ovvero con il Comune come prima parte interessata, per approfondire la questione del verde agricolo a monte del paese di Bronzolo, nell'area di circa 5 ettari un tempo occupata dal frantoio di inerti “Schotterwerk”.

«Che in quell'area si possa impiantare un vigneto è già stabilito da tempo, tant'è che stata classificata come verde agricolo - spiega al proposito il sindaco di Bronzolo, Benedetto Zito - ma quelli che noi vorremmo conoscere chiaramente sono i tempi relativi alla trasformazione: cinque anni per scavi, riporti e quant'altro, non ci piacciono come prospettiva accanto al paese di Bronzolo. Vogliamo insomma capire il modus operandi di chi svilupperà questo progetto e lo faremo nel prossimo incontro».

Primo passo comunque sarà quello della pulizia di tutto ciò che è rimasto del vecchio impianto di frantumazione e degli inerti immagazzinati. Per questo, la Provincia ha già affidato i lavori alla ditta Gregorbau Srl per un importo attorno ai 230mila euro. Fatto questo, la società Agrargesellschaft Weingut Branzoll, di Albrecht Auer, potrà procedere con la trasformazone in vigneto. Stando comunque alla richiesta iniziale, per sistemare quei 5 ettari sulla destra del rio Aldino, a monte di Bronzolo, si dovrà preventivamente procedere con uno sbancamento di 200mila metri cubi, operazione che è sostanzialmente necessaria per “rimodellare” il terreno. Al Comune di Bronzolo questo sbancamento porterebbe 50 centesimi al metro cubo, per raggiungere alla fine la cifra di 100mila euro circa. E' quest'ultima prospettiva che preoccupa maggiormente la comunità di Bronzolo e lo hanno già fatto presente anche alcuni esponenti dei gruppi consiliari di opposizione. Gusti Camini, della lista Civica rosa, ha manifestato perplessità: «Già contro il frantoio che c'era prima, Bronzolo ha lottato a lungo in sede legale - ricorda Camini - e l'area avrebbe dovuto tornare verde boschivo come era all'inizio. Il cambio di destinazione in verde agricolo è avvenuto gratuitamente per il proprietario del terreno e questo è un vantaggio. Ci sono poi 33 mila metri cubi di detriti e materiali depositati da smaltire, operazione che finanzia la Provincia, ovvero con i soldi di tutti noi contribuenti».

Anche Camini comunque aveva sottolineato che la prospettiva di avere lì un vigneto invece che detriti, è da salutare positivamente; quello che appare invece discutibile è che vengano impegnati nell'operazione dei soldi pubblici.

Altro discorso invece, quello della richiesta di un privato di fare altrettanto nei 13 ettari di Pinara sull'altro lato del rio Aldino; in questo caso è ancora tutto da discutere.

©RIPRODUZIONE RISERVATA