BOLZANO. Fatti due calcoli, il sindaco fa una previsione: «L'Areale? Diciamo intorno al 2040». Nel senso che Claudio Corrarati immagina i primi scavi tra un po' meno di 15 anni. Non prima. E dice di fare l'ottimista. Pietro Borgo va oltre: «Non so, con l'aria che tira quei binari resteranno al loro posto per decenni. Perché poi si dovrà vedere quello che salterà fuori da quel terreno». L'ex capo dell'Iveco, oggi consigliere nella Civica di Juri Andriollo, ha un conto aperto con quel progetto. E la ragione è che, dice, «qui qualcuno non ha fatto quello che doveva».

A supporto, tira fuori l'accordo di programma sull'Areale ferroviario da oltre 40 ettari: è del 2019 e porta la firma di Arno Kompatscher e Renzo Carmaschi, oltre a quella di Rfi. Un anno e mezzo dopo si sarebbe dovuto assegnare l'appalto e il via ai lavori per stazione e fascio di binari, con risultante nuovo quartiere a dare ossigeno all'emergenza casa bolzanina. Poi Borgo tira fuori un altro foglio. È un comunicato, molto scarno. È di poco tempo fa: «In quelle poche righe passate sotto traccia si dice in sostanza che, prima di solo pensare all'Areale e al progetto iniziale, deve essere costruito il passante merci e alta velocità. Così, d'improvviso». Dunque polemizza sapendo di farlo e a chi indirizzare l'accusa: «Una spiegazione del cambiamento sarebbe il minimo dovuto. Invece niente. Nessuno si è preso la briga di dire: abbiamo sbagliato, abbiamo fatto un progetto senza pensare che l'avremmo dovuto mettere da parte».

Insomma, Areale adieu. Almeno nei tempi che si era immaginato e che si sono già enormemente dilatati rispetto alle previsioni iniziali. Si pensava che questa generazione avrebbe visto il nuovo areale? Occorrerà attendere la prossima. A sua volta Daniel Alfreider prova a mettere in fila le questioni: «Quando dalle parole si è iniziato ad approfondire cosa avrebbe significato lo spostamento dei binari sul piano delle conseguenze per la circolazione, ci si è accorti - spiega l'assessore provinciale alla Viabilità - che non sarebbe stato possibile lavorare sulle linee in quel modo, senza essere costretti ad interrompere la circolazione». Cioè: bloccare l'asse del Brennero. Impossibile. Impensabile.

Ed ecco allora la necessità, fatta emergere da Rfi in primis, di realizzare prima di ogni altra cosa il by pass (già previsto ma in tempi più dilatati) che, aggirando la stazione, avrebbe permesso di deviare lì la circolazione e consentire così di attivare il cantiere del progetto Areale. «Questo passante è stato così posto davanti al resto del programma - conferma Alfreider - inevitabilmente. E l'inversione delle tempistiche ce la siamo trovata in eredità». Ribatte Borgo: «Non è questo il punto, perché l' inversione dei tempi dei due cantieri è stata aggiunta mentre proseguiva l'iter del progetto iniziale, pensato e sottoscritto in assenza di qualsiasi riferimento al passante». Con il risultato, continua il consigliere, che i tempi sono stati clamorosamente dilatati. E la prospettiva di vedere Bolzano dotata di questa infrastruttura insieme ad uno sfogo delle sue esigenze abitative, spostata tra vent'anni. «Un tempo neppure immaginabile che fa uscire l'Areale - questa la conclusione del consigliere - da qualsiasi programmazione urbanistica. Tant'è che nessun documento comunale ormai ne fa più cenno».

Con l'aggiunta di una assenza di certezze per l'intera Agenda Bolzano: «Via Einstein non è neppure partita, via Roma neanche immaginata, il tunnel di Monte Tondo ha ancora sette opzioni ed è fermo per via della falda. Con l'Areale alle calende greche - aggiunge Borgo - Bolzano vivrà anni di incertezza».Uno squarcio di luce lo offre infine Alfreider: «Adesso Aldo Isi, ad e direttore generale di Rfi è al tempo stesso anche commissario straordinario per l'Areale. C'è un interlocutore diretto sulla questione». Poi aggiunge: «Ho appena parlato con il vice mistero tedesco. Italia, Austria e Germania stanno ora provando a inserire tutta la linea Brennero-Bolzano-Verona all'interno dei progetti meritevoli di contributi comunitari legati agli assi internazionali». Quindi non solo Vipiteno-Innsbruck, ma anche e soprattutto Verona e Bolzano, insieme a Monaco, che potranno - spera l'assessore - avviare la costruenda Areale con un sostanzioso aiuto economico europeo. Almeno questo. P.CA.