BOLZANO. Il mantra dall’inizio è stato: le opere pubbliche che sorgeranno nel maxi progetto di riqualificazione dell’areale ferroviario dovranno essere a costo zero per l’amministrazione: il terminal del bus voluto dalla Provincia più la piscina olimpionica e il centro culturale alle ex officine su cui punta il Comune
Il nodo non è stato ancora risolto, da quando a giugno è trapelato il timore del Comune che la formulazione della bozza di accordo di programma lasciasse aperti i margini per future contestazioni da parte degli investitori privati. Un rischio da decine di milioni di euro. Per settimane si sono intrecciate bozze di testo, che hanno portato alla esasperazione dei rapporti al tavolo, con le ripetute minacce di dimissioni di Hermann Berger, responsabile unico del procedimento nella società Arbo. Nei giorni scorsi Berger, prossimo alla pensione, ha confermato che intende rinunciare all’incarico sull’areale. Il presidente Arno Kompatscher riporta al tavolo della politica la trattativa. Nei prossimi giorni verrà convocato, annuncia, un vertice con gli advisor e i rappresentanti legali, cioè Comune, Provincia e Rfi (con l’amministratore delegato Maurizio Gentile). «Dal punto di vista tecnico le opzioni sono ormai definite», spiega Kompatscher, «È tempo che la politica decida». Questo il problema sulle opere pubbliche: nella bozza di accordo di programma era stato previsto che piscina, polo culturale e terminal dei bus sarebbero stati inseriti nel bando come opere di urbanizzazione, i cui costi sarebbero stati defalcati dall’investitore dagli oneri di urbanizzazione. L’impostazione sarebbe stata ora scartata, perché in contrasto con le norme. A questo punto tre sono le strade aperte: Comune e Provincia garantiscono il finanziamento di queste opere; viene modificato il valore della società Arbo per riportare a zero il costo pubblico; il bando prevede semplicemente che l’investitore finanzi questi cantieri. La prima ipotesi è inaccettabile per il Comune, mentre sulla terza Berger ha avvertito «così il bando diventerà non appetibile e andrà deserto». Secondo Kompatscher una soluzione è possibile: «Se gli enti finanzieranno le opere, aumenterà il valore di Arbo nel bando e l’ente pubblico recupererà i fondi. Se invece le opere saranno a carico dell’investitore, il valore della società diminuirà. Ci sono punti aperti sul trattamento fiscale, superabili».
Il Comune in questa fase estremamente delicata della trattativa, che sfocerà nella gara di appalto, arriverà al tavolo senza il city manager Andrea Zeppa, che al rientro dalle ferie si insedierà nel nuovo incarico di direttore amministrativo della Asl. È stato proprio Zeppa a dare un contributo decisivo nelle scorse settimane a evidenziare i rischi finanziari per il Comune che potevano nascondersi tra le pieghe dell’accordo di programma. Il sindaco Renzo Caramaschi ha confermato che non cercherà un nuovo city manager. Uscito Zeppa, la trattativa sull’areale ferroviario per conto del Comune verrà seguita dal segretario generale Antonio Travaglia, già presente al tavolo e molto bene informato, e dallo stesso sindaco. La parte tecnica è seguita per la Provincia, tra l’altro, dal vice segretario generale Thomas Mathà. Caramaschi lascia intendere che si lavorerà finché il Comune non sarà in sicurezza. I tempi si allungano. «Non escludo che la delibera slitti a dopo le elezioni provinciali del 21 ottobre», ha detto ieri Caramaschi. (fr.g.)
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Il nodo non è stato ancora risolto, da quando a giugno è trapelato il timore del Comune che la formulazione della bozza di accordo di programma lasciasse aperti i margini per future contestazioni da parte degli investitori privati. Un rischio da decine di milioni di euro. Per settimane si sono intrecciate bozze di testo, che hanno portato alla esasperazione dei rapporti al tavolo, con le ripetute minacce di dimissioni di Hermann Berger, responsabile unico del procedimento nella società Arbo. Nei giorni scorsi Berger, prossimo alla pensione, ha confermato che intende rinunciare all’incarico sull’areale. Il presidente Arno Kompatscher riporta al tavolo della politica la trattativa. Nei prossimi giorni verrà convocato, annuncia, un vertice con gli advisor e i rappresentanti legali, cioè Comune, Provincia e Rfi (con l’amministratore delegato Maurizio Gentile). «Dal punto di vista tecnico le opzioni sono ormai definite», spiega Kompatscher, «È tempo che la politica decida». Questo il problema sulle opere pubbliche: nella bozza di accordo di programma era stato previsto che piscina, polo culturale e terminal dei bus sarebbero stati inseriti nel bando come opere di urbanizzazione, i cui costi sarebbero stati defalcati dall’investitore dagli oneri di urbanizzazione. L’impostazione sarebbe stata ora scartata, perché in contrasto con le norme. A questo punto tre sono le strade aperte: Comune e Provincia garantiscono il finanziamento di queste opere; viene modificato il valore della società Arbo per riportare a zero il costo pubblico; il bando prevede semplicemente che l’investitore finanzi questi cantieri. La prima ipotesi è inaccettabile per il Comune, mentre sulla terza Berger ha avvertito «così il bando diventerà non appetibile e andrà deserto». Secondo Kompatscher una soluzione è possibile: «Se gli enti finanzieranno le opere, aumenterà il valore di Arbo nel bando e l’ente pubblico recupererà i fondi. Se invece le opere saranno a carico dell’investitore, il valore della società diminuirà. Ci sono punti aperti sul trattamento fiscale, superabili».
Il Comune in questa fase estremamente delicata della trattativa, che sfocerà nella gara di appalto, arriverà al tavolo senza il city manager Andrea Zeppa, che al rientro dalle ferie si insedierà nel nuovo incarico di direttore amministrativo della Asl. È stato proprio Zeppa a dare un contributo decisivo nelle scorse settimane a evidenziare i rischi finanziari per il Comune che potevano nascondersi tra le pieghe dell’accordo di programma. Il sindaco Renzo Caramaschi ha confermato che non cercherà un nuovo city manager. Uscito Zeppa, la trattativa sull’areale ferroviario per conto del Comune verrà seguita dal segretario generale Antonio Travaglia, già presente al tavolo e molto bene informato, e dallo stesso sindaco. La parte tecnica è seguita per la Provincia, tra l’altro, dal vice segretario generale Thomas Mathà. Caramaschi lascia intendere che si lavorerà finché il Comune non sarà in sicurezza. I tempi si allungano. «Non escludo che la delibera slitti a dopo le elezioni provinciali del 21 ottobre», ha detto ieri Caramaschi. (fr.g.)
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