BOLZANO. Sopralluogo della commissione urbanistica, ieri, negli spazi del futuro areale ferroviario. Un sopralluogo decisamente interessante, perché si sono fornite molte delucidazioni, tipo dove verranno costruite la nuova questura, la piscina olimpionica coperta da 50 metri, l’albergo, lo store marchio Alto Adige, il centro culturale. A diversi consiglieri comunali però sono rimasti tanti, troppi dubbi. Soprattutto, non ci sono certezze né sui tempi, né sui finanziamenti, mentre molto altro resta in sospeso. Tanto che il consigliere comunale Gabriele Giovannetti (Uniti per Bolzano), ha presentato ancora ieri una interpellanza urgente: si chiede al sindaco di spiegare in aula, in consiglio, se si voglia procedere o meno e in che termini, perché pare che le volontà, all’interno della maggioranza, siano addirittura contrastanti.

«Siamo sempre stati a favore - spiega Giovannetti - del progetto di rilancio della zona. Un intero nuovo quartiere per riqualificare l’area e innescare nuovi investimenti non può che essere un’opportunità per il capoluogo». Alcune perplessità tecniche e gestionali però permangono: «Dalla dislocazione della questura, alla creazione del centro culturale, alla stazione degli autobus interrata. Poca chiarezza è stata data inoltre sui finanziamenti del progetto che dovrebbero essere privati, dietro gestione pubblica». Dall’incontro, cui ha partecipato il vicesindaco e assessore all’urbanistica Christoph Baur, «è apparsa, inoltre, piuttosto evidentemente, una scarsa volontà politica a portare avanti il progetto».

Aldilà dei proclami «poco nulla sembra essersi mosso da quando il sindaco ha assunto il suo ufficio». Quello che doveva essere un cavallo di battaglia di questa amministrazione «sembra essere finito in sordina, stretto tra rinvii burocratici e scarso decisionismo amministrativo». Già l’anno scorso le divergenti vedute avevano portato a un gelo nei rapporti tra sindaco e vice. «I politici di più lungo corso, i conoscitori delle dinamiche interne alla maggioranza, «sembra che stiano riuscendo nell’intento di bloccare il naturale spirito pionieristico del sindaco, che su questa partita ci ha messo la faccia».

La volontà che emerge - conclude - «sembra infatti essere proprio quella di rinviare l’avvio dei lavori per evitare l’acuirsi di contrasti mai sopiti interni alla maggioranza».

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