CORVARA. Il Comune di Corvara sta predisponendo il piano delle zone di pericolo per identificare e catalogare i pericoli naturali da frane, idraulici o da valanghe. Si tratta di un'iniziativa che viene eseguita nel rispetto delle disposizioni provinciali e in questo caso ha ancora maggior importanza, soprattutto alla luce di quanto accaduto nel dicembre scorso a Badia,con una frana che si è staccata, fortunatamente senza provocare vittime ma distruggendo tre case e un maso e creando una serie di disagi - oltre 30 persone evacuate - ancora non eliminati del tutto.
A Corvara il lavoro di progettazione è stato affidato allo studio Geoconsulting int. di Bolzano. I tecnici saranno impegnati nei prossimi mesi nei rilievi sul territorio e nella raccolta delle informazioni. «Molto importante - si legge nel sito comunale - è la conoscenza e l’individuazione di tutti i fenomeni avvenuti in passato. La popolazione è invitata a collaborare con questa raccolta di informazioni e a comunicare agli uffici comunali eventuali notizie e conoscenze di fenomeni di frane, alluvionamenti e valanghe, utili per il censimento dei pericoli del territorio comunale. Informazioni dirette su fenomeni noti possono inoltre essere richieste ai cittadini dai tecnici in occasione dei loro rilievi in loco».
Anche Corvara, soprattutto in passato, è stata oggetto di varie frane, alcune anche rischiose per la quantità del materiale caduto a valle. Sono diverse le zone considerate a rischio e proprio per questo s'è deciso di individuarle e farne una mappa per un’opera di prevenzione necessaria a evitare che si verifichino fenomeni come quello accaduto a Badia, appunto. E a Badia ora, con il preventivato rialzo delle temperature e il disgelo primaverile, c'è il rischio che la frana - ferma dall'inizio di gennaio - si possa rimettere in modo. La situazione è costantemente monitorata dai tecnici della Provincia che controllano la zona mediante sofisticate apparecchiature in attesa che inizi il controllo - e quindi, se sarà necessario, anche la bonifica - di tutto il costone fra San Leonardo e San Cassiano. Corvara, come detto, non intende correre rischi e proprio per questo ha deciso di predisporre il piano delle zone a rischio.
Fra le zone di Corvara dove, in passato, erano cadute o slavine o frane c'è il versante del Col Alto «dove una volta non c'erano gli alberi che adesso frenano gli smottamenti», commenta il sindaco Robert Rottonara. Un'altra zona che era a elevato rischio è quella di Pescosta, sovrastata dal Sassongher. «Ma anche qui, come sopra il maso Mersa, i lavori di protezione si sono susseguiti negli anni», aggiunge il sindaco. Tutto il territorio è comunque controllato dai tecnici della Provincia mediante speciali apparecchiature «ma noi - dice il sindaco - dobbiamo predisporre il piano per la prevenzione».
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