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BOLZANO. Sono passati più di vent’anni da quando Marc Augé parlò per la prima volta di nonluoghi, spazi con una funzione precisa di cui le persone sono semplici fruitrici. Anche Bolzano ha i suoi, ha le sue periferie e i suoi totem della spersonalizzazione. Così, l’occasione del San Valentino può diventare un pretesto per vivere le zone su cui lo sguardo si sofferma raramente: venerdì 9 febbraio un bus speciale, il #ValentineBusBz, partirà dal centro storico alla volta dell’altra Bolzano, in un viaggio che si snoda verso un futuro metropolitano centripeto. Roberta Agosti, direttrice dell’Azienda si soggiorno, ha salutato l’iniziativa con grande fiducia: per “I luoghi dell’amore” questo è ormai l’ottavo anno di vita e anche il momento di volgersi ai luoghi dimenticati di Bolzano. Soddisfatta anche la curatrice del progetto, Roberta Benatti: «La città che cambia e si rinnova è una città che finalmente sta prendendo un respiro un po’ più europeo, stimolando chi la vive. Alcuni luoghi privi di identità hanno attraversato un processo di storicizzazione, di rielaborazione e di recupero che ha permesso che questi luoghi tornassero ad appartenerci: pensiamo al Noi Techpark, la fabbrica rigenerata grazie al progetto dell’architetto Claudio Lucchin, risorto come luogo che pulsa e di cui noi dobbiamo sentirci parte. È il risultato di una lettura contemporanea che guarda al futuro. Altri ambienti, come piazza Tribunale, hanno catalizzato i contrasti di cui man mano sono stati caricati: ecco, la storicizzazione può sbloccare in senso positivo il recupero di questi spazi dalla dimensione di nonluoghi».




