BOLZANO. Diciamocelo: in città ormai non ci credeva più nessuno. Da anni. Se ne parlava almeno da un ventennio, dai tempi del piano traffico dell’ingegner Winkler. Era l’ultimo tassello di quell’arginale tanto contestata ma che ancora oggi rimane l’unica àncora di salvezza per tentar di attraversare la città (speed check permettendo) ad una velocità quantomeno accettabile. Stiamo parlando della nuova uscita dell’arginale lungo via Ressel, verso via Siemens. La si è aperta al transito ieri mattina poco prima di mezzogiorno, alla presenza dell’assessore comunale ai Lavori pubblici Luis Walcher e dell’ingegner Mario Begher, direttore dell’ufficio infrastrutture e arredo urbano.

Costata, pesanti espropri dei terreni a parte, oltre seicentomila euro, la nuova uscita era stata pensata già ai tempi della progettazione iniziale dell’arginale per non appesantire oltremodo la rampa di ponte Resia. Il quartiere don Bosco, già allora già molto popolato, generava flussi di traffico elevati, cresciuti ancora di più negli ultimi anni, dopo la realizzazione dei nuovi rioni di Firmian prima e di Casanova poi. Sulla rampa di uscita dall’arginale verso ponte Resia, da sempre si accumulavano le auto in uscita sia verso via Resia sia verso la zona industriale. Specie nelle ore di punta, tipo alle 17 e rotti, la rampa in salita era presto occupata dalle auto e a farne le spese era l’intera arginale, dove si creavano rallentamenti e code di mezzi in attesa di poter salire e poi uscire. Nelle intenzioni iniziali del Comune, dopo l’apertura di via Ressel, ponte Resia sarebbe dovuto servire, come uscita dell’arginale, solo per consentire la svolta verso destra, in via Resia-Firmian-Casanova. Ieri, invece, nel corso dell’inaugurazione, il municipio ha reso noto che entrambe le uscite verranno mantenute: si potrà arrivare in zona industriale sia dalla nuova rampa di via Ressel sia dalla vecchia rampa di ponte Resia. Probabilmente, a pesare devono essere state le pressioni delle attività commerciali che, in caso contrario, sarebbero state penalizzate dalla chiusura della discesa da ponte Resia verso la zona.

Fatto sta che ieri la rampa è stata aperta al transito. Con almeno due incognite: la prima, la maggiore, riguarda di certo l’imbocco della rampa stessa. Per imboccarla dall’arginale occorre sterzare bruscamente verso sinistra. L’assessore Svp Luis Walcher, ieri all’inaugurazione, ha fatto presente che in arginale vige il limite dei cinquanta chilometri orari (monitorato poche centinaia di metri a monte dallo speed check) e che, rispettando tale limite, nessuno avrà problemi di sorta ad imboccare la nuova rampa. Fatto sta che la nuova uscita impone una sterzata in pratica di novanta gradi. Una curva secca. I tecnici municipali ne sono ben consci, tanto che, caso più unico che raro in città, sull’angolo fra arginale e rampa di via Ressel, oltre al guardrail normale, parallelo alla rampa in discesa, si è posizionato anche un curioso tratto di guardrail tondeggiante, posto davanti al guardrail stesso. Della serie: non dovesse bastare il guardrail base, se n’è posizionato un secondo. Per attutire gli eventuali urti.

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A parte ciò, rimane inoltre il problema dell’uscita su via Siemens: per l’immissione si è ricavata una terza corsia, che però, poche decine di metri prima di arrivare all’altezza del semaforo in corrispondenza del palazzo del Tis e della scuola professionale di grafica in lingua tedesca, va a morire: la carreggiata infatti si restringe nuovamente a due corsie. Facile che qui, nei momenti di punta del traffico in uscita dall’A22, si formeranno code. E lunghe.

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