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MERANO. Verande, tavolini, fioriere, espositori di articoli, impianti pubblicitari, cavalletti… e tutte le regole, ora divieti ora direttive, contenute nelle “linee guida sull’arredo urbano” del Comune. A una buona quota di commercianti e gestori di bar e ristoranti, quelle regole o almeno alcune non sono mai andate giù. A volte perché limiterebbero la promozione del prodotto, a volte perché difficilmente applicabili. La voce che circola è che i responsabili dei controlli stiano seguendo una linea morbida.
"Ma il regolamento è pienamente in funzione", precisa l’assessore Gabriela Strohmer. Tuttavia, non si escludono modifiche con l’intento di "trovare soluzioni a casi di oggettiva difficoltà, anche da un punto di vista legale - aggiunge Strohmer - ma eventuali ritocchi non sono da imputare a qualche malumore degli esercenti. Se si cambia qualcosa, lo si fa per migliorare". In altre parole, l’impianto e il senso del regolamento non si toccano, tuttavia non si esclude che alle linee guida si torni a mettere mano.
Di certo la questione è risultata bollente sin dall’origine. La nascita del documento, tre anni fa (ma con un periodo transitorio prima dell’entrata in vigore), è stata tutt’altro che semplice, frutto di lunga concertazione fra politica, esperti e rappresentanti di categoria. Ma un discreto numero di esercenti aveva da subito espresso disappunto, in parte sconfessando i loro stessi delegati. Esemplare il caso dei tappeti rossi posati su alcuni marciapiedi dai commercianti nel periodo natalizio: a dicembre 2013 erano pronte le sanzioni, salvo successiva retromarcia culminata, l’anno passato, nella modifica del capitolo delle linee guida dedicato alle pavimentazioni. Che ora permette “la posa dei tappeti per particolari eventi o per periodi limitati di tempo”, con alcune prescrizioni. Segno che non si tratta di pagine monolitiche.
"Le linee guida sull’arredo urbano - ribadisce l’assessore di competenza - sono un progetto in evoluzione. Per esempio un prossimo passo riguarda l’introduzione di regole per i chioschi. Ammettiamo comunque l’esistenza di alcune zone grigie". Nel frattempo, lo scorso autunno l’amministrazione aveva distribuito a negozianti e baristi/ristoratori un compendio sugli “elementi di arredo per dehors”, sintesi delle norme loro rivolte: in ultima pagina, le sigle di Cna, Confesercenti, Apa, Hgv e Unione commercianti intendono documentare il coinvolgimento e l’accettazione da parte delle categorie.
Questo sulla carta, ma la strada dice altre cose e i mal di pancia non si sono esauriti. Però non sarebbe riconducibile ad essi la (presunta) maggiore tolleranza degli ultimi tempi. Forse il minore grado di severità è imputabile al periodo di transizione dovuto all’avvicendamento al governo della città, forse le priorità della polizia municipale sono state altre. O forse, le regole iniziano a essere meglio digerite? "Ritengo fisiologico – conclude Strohmer - che introdurre delle disposizioni cambiando abitudini sedimentate attraverso decenni possa suscitare delle contrarietà. Ma il regolamento è uno strumento importante". Nato, si spiega nelle sue premesse, per valorizzare la città, fissando standard qualitativi che possano migliorarne l’appeal con un ambiente urbano di fascino e pregio. Ma il bilanciamento fra le necessità estetiche d’insieme e la libertà degli esercenti nel promuovere la propria offerta rimane un difficile esercizio di equilibrio.


