GAIS. Il vandalismo fine a se stesso, che distrugge per il solo gusto di distruggere, imbratta più che comunicare e danneggia spesso senza ragione o solo per rendere visibile un disagio, finisce sempre a carico della collettività. E oltretutto l’eventuale disagio nella maggior parte dei casi è in realtà solo rabbia immotivata.. Il fenomeno interessa più o meno tutti i paesi altoatesini e come detto, quando non se ne individuano i responsabili, finisce a spese della collettività. Spese che, di questi tempi, non sarebbe male poter risparmiare. Così al Comune di Gais hanno deciso di agire alla base per evitare i danni da vandalismo, nel 2011 circa 5 mila euro di spese senza contare l’impegno di ore lavorative degli addetti del Comune o delle associazioni. Giungere alla radice del problema, consapevolizzarne i possibili protagonisti e far sì che siano gli stessi giovani, spesso indicati come i principali colpevoli, a suggerire alternative e soluzioni: questo si è detto Josef Duregger, del locale gruppo Svp che già nello scorso febbraio ha lanciato lo slogan “Stop al vandalismo” raccogliendo l’approvazione di tutte le maggiori associazioni del paese e anche la collaborazione al concorso di idee appositamente varato. Un concorso volto a padroneggiare il fenomeno, a spiegarlo anche dal punto di vista delle responsabilità e a suggerirne le possibili soluzioni: è rivolto a tutti i giovani, da soli, in coppia o in gruppo, purche residenti nel comune. Ogni mezzo di comunicazione e di interscambio di idee era contemplato fra quelli atti a supportare l’espressione delle proprie idee e ben 13 progetti, sintesi di un numero ben maggiore di giovani coinvolti e comunque cifra sicuramente consistente per un comune come Gais, hanno rappersentato il risultato dell’iniziativa.
Così sono arrivati sul tavolo di un’apposita commissione di valutazione, filmati, presentazioni power point, grafiche, immagini, disegni e resoconti che sono infine stati presentati al pubblico nel corso di una serata che li ha riassunti un po’ tutti, dai video sugli effetti di certe azioni al suggerimento-richiesta di un gruppo di ragazze di una maggiore presenza serale della polizia urbana di Brunico (che ha giurisdizione su Gais), fino alla serie grafica che impone lo stop al vandalismo, che è stata incentrata anche sulla relazione pubblica dell’avvocatessa Vera Nicolussi Leck, recentemente nominata Difensore civico della gioventù in Alto Adige, che si è premurata di illustrare, accanto ai diritti di cui legittimamente godono i giovani e che spesso sono comunque disattesi, anche le responsabilità che incombono sul loro capo e su quello dei loro genitori per eventuali atti di cui essi si rendessero autori.
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