BOLZANO. A lanciare l'allarme è l'assessore provinciale Martha Stocker che sul gioco d'azzardo non intende fare marcia indietro di un solo millimetro. Un tema scomodo, che ha già visto aprirsi le porte delle aule del Tar, con una sequela di ricorsi da parte dei gestori dei bar, con Comuni impegnati ancora nel far fronte alle proteste e i vigili urbani in giro a cercare le slot machines. Tutto complicato dal braccio di ferro tra Stato e Enti Locali in materia di competenza specifica sul gioco, gestito interamente dall’Amministrazione del Monopoli.

«Lo faccio anche per le casalinghe o gli operai che si giocano la minima o lo stipendio. E questo non solo a Bolzano, ma anche nelle valli».

Gli obiettivi, da raggiungere in stretta collaborazione con la Provincia di Trento, sono tre: inserire nella norma d'attuazione esistente tutti i luoghi sensibili con una distanza minima da rispettare di almeno 300 metri (attualmente sono esclusi), trattare subito con Roma per non perdere la competenza sulle sale gioco dedicate (è in atto un tentativo da parte delle lobby di categoria per riportare tutto in mano allo Stato) e riuscire ad elaborare strategie adeguate contro il proliferare dei nuovi giochi d'azzardo, con particolare riferimento ai totem, già al centro di diverse indagini da parte della polizia anche a Bolzano.

Assessora, quali sono i rapporti con Trento in tema di gioco d'azzardo?

Eccellenti. Le due Province, come abbiamo constatao anche nel recente incontro a cui ho partecipato, remano nella stessa direzione e sono disposte a fare fronte unico contro le possibili ingerenze dello Stato.

A cosa si riferisce?

A livello nazionale si sta lavorando per riportare le competenze sulle concessioni per le sale dedicate di nuovo a Roma. A noi, ovviamente, non sta bene.

Ritiene sia possibile arrivare ad una legge unica sull'azzardo di rango regionale?

No, nel senso che le due leggi saranno sempre più simili ma Bolzano e Trento ne avranno due che varranno nelle rispettive Province. Il prossimo passo, normativo, sarà comune.

Dove intendete andare a parare?

Modificheremo la norma di attuazione in essere inserendo tutti i luoghi sensibili. Poi, per tutti, sarà impossibile ottenere nuove licenze.

Ci sono altre sfide in programma?

La più difficile riguarda i tabacchini: lo Stato, in questo caso, non vuole interferenze nella concessione delle licenze. Ma noi ci stiamo comunque lavorando.

Sono stati istituiti dei gruppi di lavoro assieme a Trento?

Si, due: il primo si occuperà appunto della modifica della norma di attuazione in essere e il secondo della prevenzione con particolare riguardo ai nuovi giochi.

Sul tema ludopatia ci sono strutture a sufficienza per curare i malati di gioco?

L'Alto Adige, grazie a Bad Bachgart, è avanti anni luce. Ha contribuito a curare a salvare decine di giocatori e gli amici trentini, che lavorano soprattutto a livello ambulatoriale, ci invidiano questa struttura.

Quando si capisce di essere dei potenziali "giocatori"?

Gli esperti mi hanno confermato che tanti malati sono partiti dal Gratta e vinci. Mantenere il controllo, poi, non è facile per tutti.

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