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MERANO. Si inaugura oggi alle 19.30 a Merano nell'edificio Cassa di Risparmio (Portici 163) «Tony Cragg in 4D - Dal fluire alla stabilità», mostra dedicata al grande scultore britannico Tony Cragg con la quale si celebrano i 10 anni di Merano Arte. Un artista importante, conosciuto in tutto il mondo, massimo interprete di una scultura che si collega con la tradizione classica pur rappresentando totalmente il linguaggio contemporaneo. «Un fiore all'occhiello per la nostra istituzione - spiega il curatore Valerio Dehò - che testimonia l'importante cammino espositivo percorso in dieci anni. Un artista, Tony Cragg, che va ad arricchire la galleria di grandi figure d'artisti ospitati in questo decennio di vita. Senza far torto agli altri, ricordiamo Frida Kahlo, Man Ray e Robert Mapplethorpe».
Una mostra di grande rilievo dunque - basti segnalare che attualmente Cragg espone nuove sculture monumentali al Louvre di Parigi - realizzata in coproduzione con la Fondazione musei civici di Venezia e in collaborazione con la Galleria Michela Rizzo, sempre di Venezia. L'esposizione meranese, nonostante la particolarità un po' limitativa degli spazi della galleria, è stata ritagliata su misura, in modo da ricreare un ambiente che esalta le opere esposte. Oltre ad un'ampia serie di disegni, fulcro della mostra sono certamente le sculture. Due grandi opere, «Outspan» del 2008 e «Good face» del 2007, inoltre, sono state collocate nella recentemente ristrutturata piazza Cassa di Risparmio dove si confrontano con una dimensione urbana particolarmente confacente all'opera di Cragg. Un'ulteriore annotazione riguarda l'esaustivo catalogo edito da Marsilio e che testimonia dell'esposizione meranese e di quella tenutasi a Ca' Pesaro a Venezia.
Presentando la mostra, Dehò si è soffermato sull'essere «classico» di Cragg. Una classicità che si può cogliere nella posizione baricentrica che l'artista dà al suo lavoro, mentre dall'altro lato lo si può riscontrare nella sperimentazione delle possibilità formali in cui può essere articolata la materia. Forma e materia sono infatti gli elementi che caratterizzano la ricerca scultorea - come ha ricordato Dehò - almeno dal Rinascimento, e da Michelangelo in particolare, in poi. Cragg lavora di preferenza su dimensioni molto grandi, «pubbliche», e anche in questo ha colto l'idea della scultura come mediazione con gli spazi naturali e architettonici. Un luogo geometrico di incontro tra autosufficienza dell'opera e la sua proiezione nell'ambiente. E quest'ultimo aspetto in particolare lo si coglie proprio in piazza Cassa di Risparmio, dove le due opere di Cragg sono esposte all'aperto.
Le sculture dell'artista britannico sono la rappresentazione del «moto della forma» piuttosto che della «forma in moto». I lavori degli ultimi vent'anni (e di cui fanno parte anche le opere di Merano) accentuano la molteplicità delle forme e la loro variazione che, nel secondo caso, assume accenti di antropomorfismo. Profili che si sviluppano da movimenti stratificati che sembrano ruotare attorno ad un nucleo, avvolgimenti e torsioni straordinari di cui la mostra meranese offre ampia testimonianza.
Cragg è nato a Liverpool nel 1949. Dopo una prima fase artistica negli anni Settanta, nella quale accosta frammenti colorati di detriti urbani in composizioni a metà tra assemblaggio e scultura, dagli anni Ottanta si indirizza verso sculture di grandi dimensioni. La sua fama si è estesa in tutto il mondo, e all'attività di artista Cragg affianca anche quella di insegnante alla Kunstakademie di Düsseldorf, della quale è rettore dal 2009. È membro della Royal Academy of Arts di Londra e dell'Akademie der Kunste di Berlino.
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 29 maggio, aperta tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10 alle 18.
Una mostra di grande rilievo dunque - basti segnalare che attualmente Cragg espone nuove sculture monumentali al Louvre di Parigi - realizzata in coproduzione con la Fondazione musei civici di Venezia e in collaborazione con la Galleria Michela Rizzo, sempre di Venezia. L'esposizione meranese, nonostante la particolarità un po' limitativa degli spazi della galleria, è stata ritagliata su misura, in modo da ricreare un ambiente che esalta le opere esposte. Oltre ad un'ampia serie di disegni, fulcro della mostra sono certamente le sculture. Due grandi opere, «Outspan» del 2008 e «Good face» del 2007, inoltre, sono state collocate nella recentemente ristrutturata piazza Cassa di Risparmio dove si confrontano con una dimensione urbana particolarmente confacente all'opera di Cragg. Un'ulteriore annotazione riguarda l'esaustivo catalogo edito da Marsilio e che testimonia dell'esposizione meranese e di quella tenutasi a Ca' Pesaro a Venezia.
Presentando la mostra, Dehò si è soffermato sull'essere «classico» di Cragg. Una classicità che si può cogliere nella posizione baricentrica che l'artista dà al suo lavoro, mentre dall'altro lato lo si può riscontrare nella sperimentazione delle possibilità formali in cui può essere articolata la materia. Forma e materia sono infatti gli elementi che caratterizzano la ricerca scultorea - come ha ricordato Dehò - almeno dal Rinascimento, e da Michelangelo in particolare, in poi. Cragg lavora di preferenza su dimensioni molto grandi, «pubbliche», e anche in questo ha colto l'idea della scultura come mediazione con gli spazi naturali e architettonici. Un luogo geometrico di incontro tra autosufficienza dell'opera e la sua proiezione nell'ambiente. E quest'ultimo aspetto in particolare lo si coglie proprio in piazza Cassa di Risparmio, dove le due opere di Cragg sono esposte all'aperto.
Le sculture dell'artista britannico sono la rappresentazione del «moto della forma» piuttosto che della «forma in moto». I lavori degli ultimi vent'anni (e di cui fanno parte anche le opere di Merano) accentuano la molteplicità delle forme e la loro variazione che, nel secondo caso, assume accenti di antropomorfismo. Profili che si sviluppano da movimenti stratificati che sembrano ruotare attorno ad un nucleo, avvolgimenti e torsioni straordinari di cui la mostra meranese offre ampia testimonianza.
Cragg è nato a Liverpool nel 1949. Dopo una prima fase artistica negli anni Settanta, nella quale accosta frammenti colorati di detriti urbani in composizioni a metà tra assemblaggio e scultura, dagli anni Ottanta si indirizza verso sculture di grandi dimensioni. La sua fama si è estesa in tutto il mondo, e all'attività di artista Cragg affianca anche quella di insegnante alla Kunstakademie di Düsseldorf, della quale è rettore dal 2009. È membro della Royal Academy of Arts di Londra e dell'Akademie der Kunste di Berlino.
La mostra sarà aperta al pubblico fino al 29 maggio, aperta tutti i giorni tranne il lunedì dalle 10 alle 18.
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