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BOLZANO. Sugli asili nido compromesso possibile tra Provincia e Comuni contro il rincaro delle tariffe che penalizzerebbe pesantemente le famiglie. La giunta provinciale discuterà nella seduta di martedì il nuovo modello di finanziamento per gli asili nido. Si va verso l’approvazione della proposta alternativa lanciata dai Comuni di Bolzano, Laives, Bressanone e Merano. Il 9 agosto la giunta aveva approvato i criteri per microstrutture e Tagesmütter. La posizione degli asili nido era stata tenuta in sospeso per proseguire la trattativa con i Comuni. «Ci abbiamo lavorato e sono ottimista. Credo che dalla giunta possa uscire una proposta che tenga conto delle osservazioni dei Comuni», conferma l’assessore Christian Tommasini.
Al centro della discussione c’è la controversa decisione della Provincia di varare un modello di finanziamento unico per l’assistenza all’infanzia, basato sulla tariffa oraria. Per la prima volta, nel nome della flessibilità dell’offerta, vengono equiparati tutti i servizi, comprese le Tagesmütter (dal gennaio 2017 riceveranno finanziamenti pubblici). L’ipotesi iniziale dell’assessora Waltraud Deeg prevedeva di applicare agli utenti degli asili nido la medesima tariffa oraria prevista per Tagesmütter e microstrutture, invece dell’attuale tariffa giornaliera. Nella delibera del 9 agosto è stata prevista una tariffa oraria da 0,9 a 3,65 euro all’ora, in base al reddito familiare. Se applicata agli asili nido, questo significa che se oggi si pagano 17 euro al giorno (orario 8-15.30) con una tariffa mensile di circa 340 euro, con il nuovo sistema di calcolo le famiglie dovrebbero pagare 584 euro come tariffa massima. La questione riguarda 14 strutture con capacità ricettiva di circa 740 posti, di cui 540 a Bolzano. Alla fine di luglio i Comuni di Bolzano, Laives, Bressanone e Merano hanno avanzato una controproposta di mediazione, che tiene conto delle peculiarità e della storia degli asili nido. I Comuni propongono quattro fasce orarie. Attualmente a Bolzano sono previste due fasce: 8-15.30 per un massimo di circa 340 euro al mese e ore 8-18 per circa 425 euro. Le nuove fasce suggerite dai Comuni vanno da 260 euro dell’orario 12.30-16.30, a 300 euro dalle ore 7.30 alle 11.30, 360 euro dalle ore 7.30 alle 14.30 per arrivare a 506 euro dalle ore 7.30 alle 16.30. Il modello unico prevede il cofinanziamento tra Comuni, Provincia e famiglie. I bandi per l’amministrazione pubblica prevedono 10-12 euro all'ora più Iva per le microstrutture e 8,70 euro all'ora (Iva inclusa) per le Tagesmütter.
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