LAIVES. Sono 26 i bambini di Laives che l’anno prossimo non troveranno posto all’asilo nido di via Nazario Sauro. La graduatoria è stata diffusa dal Comune ed è stata aggiornata al 31 maggio scorso, pertanto per settembre potrebbe esserci qualche piccolo cambiamento in caso di defezioni o cambi di residenza. La giunta è riuscita a soddisfare le richieste delle famiglie con i punteggi più alti, ma gli esclusi non sono comunque pochi. Oltre ai posti disponibili al nido il Comune ne ha 20 alla microstruttura Kitas di San Giacomo, ma ci sono anche le Tagesmütter, servizio che a Laives è particolarmente apprezzato.

La graduatoria. I bambini sono stati divisi in gruppi tenendo conto di vari criteri. Nella sezione rossa i piccoli ammessi sono stati 12 mentre i bambini esclusi sono 5. Nella sezione arancione i bambini ammessi sono 16, mentre quelli in lista d’attesa (tuttora in graduatoria) sono 2. Nella sezione gialla sono stati ammessi 5 bambini, mentre quelli in graduatoria, in attesa di trovare una sistemazione alternativa, sono 5. Nella sezione blu è stato ammesso un solo bambino con 29,5 punti ma ne sono stati esclusi 5 con punteggi comunque elevati, tra 19,5 e 24,5. Chiudono la graduatoria i cinque bambini non residenti (esclusi ma tuttora in stand-by) e i 4 bambini, i cui genitori hanno presentato la domanda fuori tempo massimo. Anche in questo caso i punteggi sono alti: da 20,5 a 26,5.

La giunta. Il sindaco Liliana Di Fede tiene a sottolineare che Laives, pur dovendo fare i conti con alcune esclusioni, è tra i Comuni più attrezzati dell’Alto Adige. «Abbiamo già raggiunto - commenta la Di Fede - l’obiettivo fissato dalla Provincia per il 2015. E la qualità del servizio è di ottimo livello. Solitamente c’è meno disponibilità per i bambini più grandi, dai 2 anni in poi. Laives è un Comune giovane e molte coppie non hanno una rete familiare in zona a cui appoggiarsi o fare riferimento. In futuro intendiamo comunque potenziare il servizio, tanto che abbiamo già preso contatto con Ipes e Provincia per la realizzazione di una microstruttura a Pineta».

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