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BOLZANO. Il problema nasce durante l’ampliamento del tratto che consentirà finalmente all’autobus della linea 7 di raggiungere la parte alta di via Castel Flavon: una quarantina di alloggi nella parte altissima dei Aslago, che fin ora erano tagliati fuori dalla città.
Il fatto è che nella riprogettazione di quel tratto la fermata vicino all’intersezione con Via Castel Flavon, che attualmente serve circa 500 famiglie (tra cui molti anziani), sarà soppressa. A fare per primi l’amara scoperta il signor Paolo Minati, pensionato, residente nel quartiere dal 1967, e il signor Ezio Miorelli, che studiando il progetto di allargamento della strada si sono resi conto dell’inghippo: «Fin ora i residenti i che volevano raggiungere la città potevano prendere il 7A o il 7B - dice Miorelli - Ora, dopo i lavori, una delle due linee proseguirà per via Castel Flavon fermando 500 metri più a monte e dunque a non noi rimarrà che prendere l’altra linea. In un colpo solo quindi perderemo un autobus e vedremo raddoppiarsi i tempi d’attesa».
Una volta scoperta la “svista”, incomincia l’odissea dei due residenti negli uffici tecnici di comune, Sasa e provincia: «Per primo è stato contatta il vicepresidente della circoscrizione di Oltrisarco, il signor Montagnini il quale non era al corrente di questa soppressione. Poi ci siamo rivolti al signor Zanottin responsabile della Sasa il quale ci ha rimandato alla provincia. Abbiamo contattato l’ingegner Gigliotti dell’ufficio mobilità della provincia il quale molto gentilmente ci ha confermato che non ci sarebbe stata la fermata, ma ha specificato che la sua competenza si limitava a constatare la regolarità del progetto. A quel punto ci siamo rivolti all’ufficio competente del comune, il geometra Manna ci ha detto che quando è stato approvato il progetto le due fermate erano ancora in via Castel Weinegg. Da allora è passato molto tempo ma ancora nessuna modifica è stata fatta al progetto». Apprensione tra la popolazione anziana che vive già una situazione di isolamento. «Qui una volta c’erano dei negozi che servivano il rione - prosegue Minati - ma ora hanno chiuso tutti e chi vuole fare la spesa deve per forza scendere a valle e risalire con le borse pesanti con i mezzi pubblici. Non essendoci più la solita fermata si è costretti a scendere nella fermate più vicine che comunque distano diversi metri dalle abitazioni».
Tra i più arrabbiati c’è il signor Alfonso Viola, ottantacinque anni un busto ortopedico e un bastone per correggere qualche acciacco del tempo: «Questa fermata è la più affollata, qui scende la maggior parte delle persone dell’intera linea, chiedete a qualsiasi autista, è assurdo averla tolta». La signora Maria Soranzo, 91 anni vive da sola in un alloggio comunale all’inizio di via Castel Flavon.
Nonostante le due grucce che la aiutano a muoversi lo spirito è quello di una diciannovenne: «Continuerò a scendere a valle anche se sarà più complicato perché alla mia età chi si ferma è perduto. Certo sarà soprattutto difficile risalire con la busta della spesa piena, vorrà dire comprerò meno cose alla volta».
Diverse le situazioni di anziani isolati a cui i servizi socio sanitari danno una risposta. Secondo la responsabile tecnica del servizio domiciliare la signora Maria Grazia Di Muro, sono circa una trentina le persone che usufruiscono del servizio gratuito della “Spesa a Domicilio” e una sessantina le persone a cui vengono consegnati pasti caldi a casa: «Oggi possiamo dire di non essere il quartiere con più anziani, altre realtà come Europa Novacella e Gries hanno una popolazione più anziana. Certo per coloro che vivono nella parte alta le barriere architettoniche sono tante. Per questo qualche hanno fa s’è dato vita a un progetto per consegnare la spesa a domicilio alle persone in difficoltà. In pratica la persona può fare la spesa al Despar o al Poli, lasciarla a negozio e in un secondo momento gli viene recapitata a casa da un operatore, che è a sua volta una persona che aiutiamo attraverso questo servizio.
La spesa a domicilio può essere effettuata nei giorni di giovedì, venerdì e sabato».
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